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Territorio | 15 ottobre 2020, 15:14

A Besozzo è iniziata la "rigenerazione" della vecchia cartiera: partiti i lavori di demolizione degli edifici

Completata la bonifica dell'area industriale e con la demolizione dei vari fabbricati si comincia a sanare una ferita inferta ai besozzesi nel 2008 con la chiusura dell'azienda. Il vicesindaco: «Per noi fondamentali quattro pilastri, fiume, parco pubblico, viabilità e ingresso del cimitero»

A Besozzo è iniziata la "rigenerazione" della vecchia cartiera: partiti i lavori di demolizione degli edifici

Da qualche giorno sono iniziati, alla ex cartiera di Besozzo, i lavori di demolizione dei fabbricati che costituivano un'area industriale da 60 mila metri quadrati che sono stati, fino al 2008, fiore all'occhiello del paese. Nel 2008 la proprietà svedese Munskjo decise di chiudere i battenti e di lasciare a casa decine di lavoratori, per lo più proprio besozzesi che per generazioni in quell'azienda, stretta tra il fiume Bardello e la statale 394, ci avevano lavorato.

Una ferita ancora aperta che l'amministrazione comunale di Besozzo, in collaborazione con la proprietà stessa, sempre quella del 2008, intende iniziare a curare; terminati i lavori di bonifica del sito, sempre a carico dell'azienda sono cominciati da alcuni giorni i lavori di demolizione dei fabbricati. 

«Si è iniziato dagli edifici situati sul lato fiume Bardello, come il silos e la caldaia e si proseguirà con quelli sul lato della statale - spiega il vicesindaco Gianluca Coghetto - i lavori sono a carico della proprietà della cartiera con la quale in questi anni abbiamo instaurato un rapporto di collaborazione». Quale allora il futuro dell'area si chiedono tutti i besozzesi? «Il termine corretto è quello di rigenerazione urbana, prevista anche dal Pgt come area di trasformazione, che per il Comune si fonda su quattro elementi fondamentali che sono il fiume, il parco pubblico, la viabilità e l'ingresso del cimitero, senza dimenticare il tema della permeabilità dei suoli, quanto mai importante visti tutti i problemi di dissesto idrogeologico».

«L'area che è di 60 mila metri quadrati è strategica per Besozzo e il suo futuro - conclude Coghetto - abbiamo iniziato un percorso con la proprietà, la quale si sta facendo carico dei costi di tutti gli interventi, che speriamo possa proseguire».

Matteo Fontana

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