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Territorio | 27 settembre 2020, 16:35

Gli svizzeri (ma non il Ticino) bocciano la proposta per limitare immigrazione e frontalieri

La proposta è stata bocciata dal 60 per cento dei votanti. Il sì alla libera circolazione ha vinto in Vallese mentre il Ticino si è espresso per il no. I varesini Astuti e Alfieri (Pd): «Ora affrontare le sfide importanti che riguardano le questioni del frontalierato»

Gli svizzeri (ma non il Ticino) bocciano la proposta per limitare immigrazione e frontalieri

Respinta. L’iniziativa per limitare la circolazione degli immigrati in Svizzera non è passata. I dati del voto (non completi ancora) dicono che i cittadini della Confederazione, chiamati oggi alle urne, hanno respinto la proposta avanzata da alcuni partiti di destra che volevano limitare l’accesso degli stranieri, frontalieri compresi.  

La proposta è stata bocciata dal 60 per cento dei votanti. Il sì alla libera circolazione ha vinto in Vallese mentre in Ticino ha vinto il no. Il primo commento in Italia è del parlamentare Enrico Borghi, della presidenza del gruppo Pd alla Camera: «La sconfitta dei sovranisti in Svizzera, che contro la libera circolazione della persone hanno lanciato un referendum, sostenendo  che in Svizzera vi sia un’immigrazione di massa che porta ad un aumento della disoccupazione e mette in pericolo il benessere, la libertà e la sicurezza, è una buona notizia. Per la Svizzera, per l’Italia e per l’Europa».

L'esito della consultazione è stato commentato anche dal consigliere regionale varesino del Pd Samuele Astuti, insieme al collega Angelo Orsenigo, e dal senatore dem Alessandro Alfieri, commentano i risultati dell’iniziativa popolare ‘Per un’immigrazione moderata’, tenutasi in Svizzera e i cui risultati, a favore del no con l’eccezione del Canton Ticino, sono appena stati resi noti: «Ci pare solo un bene che i cittadini della Confederazione abbiano respinto la richiesta di limitare l’immigrazione con la conseguenza di contingentare gli ingressi ai frontalieri. Al contrario, in Canton Ticino vediamo che i dati del sì hanno prevalso, ma sotto le aspettative. Purtroppo, una parte di atteggiamento anti-italiano rimane, ma sempre di più i ticinesi comprendono l’importanza del lavoro dei frontalieri. Adesso, però, bisogna affrontare subito le sfide importanti che riguardano le questioni del frontalierato che vanno discusse insieme per riuscire a trovare risposte positive per tutte le parti in gioco».

Oltre confine si pronuncia anche il sindacato Unia: «La bocciatira dell'iniziativa per la limitazione dell'UDC è una vittoria delle lavoratrici e dei lavoratori. Il voto rappresenta anche un "sì" alla protezione dei salari e alla parità di diritti per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori della Svizzera’’. Unia sottolinea che oggi a Ginevra è stata approvata un'iniziativa popolare lanciata dai sindacati per un salario minimo cantonale di 23 franchi all'ora: un chiaro segnale contro i salari bassi».

Redazione

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