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Hockey | 20 settembre 2020, 23:28

FOTO. I Mastini non muoiono mai. «Il Covid c'è e il palaghiaccio non c'è più. Eppure noi siamo qui»

Il miracolo giallonero s'è compiuto: la squadra abbraccia almeno 150 tifosi e promette battaglia, non c'è esilio che tenga. Antonio è presente a 91 anni compiuti: «C'ero nel 1978, ci sono oggi e ci sarò finché non torneremo al Palalbani». Guarda tutte le immagini di tifosi e giocatori di Alessandro Galbiati

Antonio, 91 anni, primo tifoso giallonero in mezzo ai cuori gialloneri di una sfida che continua, nonostante tutto e tutti (foto Alessandro Galbiati)

Antonio, 91 anni, primo tifoso giallonero in mezzo ai cuori gialloneri di una sfida che continua, nonostante tutto e tutti (foto Alessandro Galbiati)

«Se pensi al Covid che c'è e al palaghiaccio che non c'è più, e poi pensi che siamo ancora qui...»: la frase della serata, e forse dell'anno, è di Carlo Bino, amico dei Mastini che, perfino nei momenti di massima solitudine, riesce a trovare uno spiraglio di luce e ad aprire una fessura perfino in un muro

La fortuna dei Mastini è di avere avuto accanto molte persone come Bino, ognuna capace di aprire una fessura da cui è spuntata questa luminosa serata di fine estate in cui la vera casa e il vero ghiaccio gialloneri, racchiusi in tantissimi cuori, continuano a vivere. A loro delle beghe politiche e delle battaglie personali sul palaghiaccio nulla interessa, perché «mollare in questo momento non è giusto perché il cerchio non è stato chiuso, capiterà solo quando potrò correre sotto la curva con un trofeo» (Andrea Vanetti). E perché «andarcene non sarebbe stato consono al nostro stile di vita. Abbiamo sposato un progetto, e andiamo avanti. Guardare indietro non serve, apriamo una nuova pagina e mettiamoci in gioco onorando la maglia anche se saremo lontano da casa» (Edoardo Raimondi).

Sono loro, i centocinquanta Andrea ed Edoardo che puntano solo sulla lealtà e sull'amicizia che si sono ritrovati al Pub & Billiards Sala Varese in via Sanvito (complimenti a Daniela, perfetta padrona di casa), di fronte alla palestra Life, per applaudire i Mastini ritornati alla vita perfino dal vuoto in cui gli eventi li hanno fatti precipitare, e dall'esodo all'Agorà di Milano a cui saranno costretti, perché nessuna delusione e nessun ostacolo potrà battere la dura legge dei Mastini: gli altri segnano ma lo spettacolo è qui, nella famiglia giallonera unita dalla sofferenza. Quando tutti avrebbero mollato, un Mastino rilancia

Rilancia perché c'è gente come Antonio, 91 anni compiuti e sciarpa giallonera al collo, che vuole «tornare al palaghiaccio come quarant'anni fa. C'ero nel 1978, ci sono oggi e ci sarò all'Agorà. Finché non torneremo al Palalbani». Possiamo non tornarci, guidati dall'esempio di Antonio che per Mansi e Figliuzzi, i gemelli del gol, preparava «le reti per andare a pescare»? Ci crede lui, ci credono tutti.

Rilancia perché c'è Luciano che si aggiudica all'asta la maglia di Jim Corsi, il Bob Morse dell'hockey varesino e italiano, portiere mitologico che anche i bimbetti ancora conoscono: i colori, la storia, il futuro, anche grazie a lui, sopravvivono soprattutto quando sono messi a rischio. Perché i gesti spostano le montagne. E i simboli, i valori, la squadra valgono più di una vittoria o una sconfitta.

«Grazie ai tifosi che ci hanno dato la forza di superare momenti duri ed essere qui. Noi ci proviamo da Mastini - ha detto Matteo Malfatti, ds giallonero - Ci aspettiamo di completare il roster nelle prossime settimane, anche con un secondo straniero».

Davide Bertin, portiere e soprattutto responsabile del settore giovanile, con 4 ragazzi aggregati alla prima squadra, ammette che «non sarà facile ma inizieremo i primi allenamenti sul ghiaccio anche per i piccoli Mastini, con il cuore e con la passione». Quelle cose che contano più dei milioni, soprattutto nella famiglia giallonera. E se ti muove il cuore giallonero, anche nel deserto, non c'è da aver paura.

«In queste settimane pensavo un po’ a questa nostra avventura - ha detto il presidente Matteo Torchio, con la voce rotta dall'emozione e dall'incontenibile tensione di questi mesi - è come se stessimo facendo un lungo viaggio e, per arrivare dove dobbiamo arrivare, dovessimo prendere l’aereo. Abbiamo bisogno di passeggeri, torre di controllo, steward, pilota e compagnia aerea (i nostri sponsor). Non è facile spostare un mondo intero in un posto lontano per continuare a vivere. Eppure auguro a tutti voi e a tutti noi buon viaggio e buon divertimento».

Poi, facendo spuntare una torta mentre sullo schermo interno scorrono le immagini della finale di Coppa Italia a Merano e degli ultimi playoff, l'ultimo saluto: «Domani è un giorno speciale per qualcuno e quindi auguriamo buon compleanno a Matteo Malfatti». Parte quindi il coro "Teo Malfatti pagaci da bere", anche se a chiudere la serata non poteva che essercene un altro, lanciato dai Ragazzi della Nord: «I gialloneri alè, alè Varese alè, i gialloneri, i gialloneri alè». E poi, soprattutto, il coro della rivalità storica con il Bolzano, che dall'87 echeggia ad ogni partita dei Mastini e che può essere solo ascoltato, ma non scritto. Se il Palalbani avesse un cuore, e noi siamo convinti che lo abbia, stanotte sorriderebbe, o forse verserebbe un lacrima. 

Nb - Delicate e tenere le parole del coach francese Claude Devèze («Ciao a tutti, l’accoglienza è stata molto bella. Lavoreremo bene perché mi fate sentire parte di una comunità») e il sorriso con cui Gabriele Ciavarrella e sua moglie, fuori dalla palestra Life che ospiterà i Mastini per gli allenamenti a freddo, anzi al caldo, osservano da vicino l'abbraccio tra Mastini. Ciavarrella non lo dirà mai, ma quella squadra che gli mancava da anni... ora ce l'ha.

Andrea Confalonieri


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