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Territorio | 17 settembre 2020, 09:53

Pellicini contro la Lega dei Ticinesi: «In atto una caccia alle streghe contro frontalieri e italiani che vivono in Ticino»

Il sindaco di Luino, in una nota, denuncia «le politiche di "pulizia etnica amministrativa" da parte dell'Ufficio Stranieri, con metodi da Stato di polizia e con violazioni della privacy. Non è possibile tollerare questi abusi»

Pellicini contro la Lega dei Ticinesi: «In atto una caccia alle streghe contro frontalieri e italiani che vivono in Ticino»

Il sindaco di Luino Andrea Pellicini attacca la Lega dei Ticinesi per le politiche messe in atto nei confronti di frontalieri e italiani che vivono nel Canton Ticino.

«Il dipartimento delle Istituzioni del governo ticinese, guidato da Norman Gobbi, politico della Lega dei Ticinesi, ha messo in pratica una vera e propria "caccia alle streghe" nei confronti dei cittadini italiani che vivono in Ticino e nei confronti dei frontalieri» attacca in un comunicato Pellicini.

«L'ufficio stranieri che dipende dal Dipartimento di Gobbi sta attuando una politica di "pulizia etnica amministrativa" nei confronti dei nostri connazionali, respingendo moltissime richieste di rinnovo di permessi B e C, ma di permessi G per frontalieri» prosegue il sindaco luinese. È quello che emerge dal servizio della televisione Svizzera "Falò" andato in onda il 3 settembre. 

«Non lo diciamo solo noi, ma anche molti partiti ticinesi che non si riconoscono nei metodi da stato di polizia usati dal Dipartimento di Gobbi. I nostri connazionali, soprattutto quelli che da molti anni hanno fissato in Ticino il centro della loro vita, vengono setacciati e fatti oggetto di perquisizioni all'interno delle loro abitazioni, perché la polizia mira a verificare se vivono  realmente in Ticino. Vi sono vere e proprie violazioni della privacy. Questi rapporti della polizia fanno scattare i dinieghi dei rinnovi dei permessi, con pregiudizio enorme per la vita di moltissime famiglie, molte delle quali non hanno le risorse economiche per fare ricorso. Non è possibile tollerare questi metodi.  Le nostre autorità statali e regionali devono far sentire la loro ferma protesta, bisogna  intervenire al più presto a difesa dei nostri connazionali per far cessare questi palesi abusi nell'interpretazione della legge» conclude Pellicini. 

Redazione


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