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Eventi | 13 settembre 2020, 17:27

Un salto nella Varese del passato con le stampe della Galleria Ghiggini

L’esposizione collettiva in mostra fino a sabato in via Albuzzi ci porta alla scoperta dei luoghi caratteristici della città, con uno sguardo storico che mostra “come eravamo”

Qui e nella galleria fotografica tre delle venti stampe in mostra alla Galleria Ghiggini

Qui e nella galleria fotografica tre delle venti stampe in mostra alla Galleria Ghiggini

Nel centro storico di Varese, dal 1822 la Galleria Ghiggini è un luogo intriso di cultura, artistica, musicale, libraria; ognuno dei tre piani in cui la Galleria si sviluppa regala proposte originali, tra stampe, dipinti, fotografie e sculture.

Proprio qui, al primo piano, è in questi giorni esposta una collezione di stampe originali raffiguranti i luoghi storici e più noti del nostro territorio, dal Sacro Monte al Lago di Varese, oltre ad alcuni momenti della storia varesina, in particolare episodi di combattimento risorgimentali con protagonisti Garibaldi e le sue truppe, armati in difesa della nostra città.

Le stampe, in bianco e nero e a colori, emozionanti ed evocative nella loro semplicità, sono porte che conducono ad un passato che, per chi ha sempre vissuto a Varese e conosce i luoghi rappresentati ad occhi chiusi, non è poi così lontano, se non fosse per la raffigurazione di persone con gli abiti dell’epoca, i carretti come mezzo di trasporto, le strade non asfaltate che molti di noi percorrono tutti i giorni per andare al lavoro, tornare a casa o ritagliarsi qualche ora di relax passeggiando tra le Cappelle o sul lungolago.

In una stampa raffigurante il Sacro Monte e la Via Crucis che tocca le 14 Cappelle (chi non ha mai percorso questo viale in salita o in discesa, tra passeggiate in famiglia o in gita scolastica, con il proprio insegnante di arte?), possiamo notare anche il particolare di un pittore che sta dipingendo proprio il bellissimo panorama che ha di fronte - ulteriore, forte elemento di quotidianità che ci fa sentire ancora più coinvolti e “presenti”: ieri dipingevano, oggi scattiamo le foto con il cellulare, ma il fascino di questo luogo non è mutato nel tempo.

Parte della sala ospita anche tre dipinti di Oreste Albertini, Domenico De Bernardi e Innocente Salvini, artisti nati e vissuti nella nostra Provincia (rispettivamente, a Besano, Besozzo e Gemonio) tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900 e che, grazie alle loro opere, hanno contribuito all’affermazione di Varese come centro culturale.

Nell’ultima sala del primo piano, dedicata all’arte grafica, troviamo un esempio del tema “Alberi” caro a Federica Galli, artista lombarda nota per le sue incisioni realizzate con la tecnica dell’acquaforte (corrodere una lastra di metallo con un acido per ricavarne un’immagine da trasporre poi su supporto cartaceo).

Volete scoprire di più sulla “Varese storica”? La collezione di stampe che vi abbiamo raccontato, esposta fino al 19 settembre è, in realtà, solo il preludio di "ESTROVERSIONI", mostra ancora più ricca visitabile da martedì 29 settembre. Quali scorci e paesaggi vedremo?

Giulia Nicora

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