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Economia | 11 settembre 2020, 12:13

Assunzioni, nei prossimi quattro anni le aziende varesine avranno bisogno di 40mila nuovi dipendenti

I risultati dell’indagine Excelsior, condotta da Unioncamere in accordo con Anpal e Ministero del Lavoro: ecco le possibili assunzioni delle nostre 57mila imprese

Assunzioni, nei prossimi quattro anni le aziende varesine avranno bisogno di 40mila nuovi dipendenti

Nell’arco dei prossimi quattro anni, le imprese varesine potrebbero avere bisogno di circa 40mila nuovi dipendenti. Il dato, che potrebbe variare tra un minimo di 36mila e un massimo di 50mila a seconda delle oscillazioni del prodotto interno lordo italiano, è stato stimato dall’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Varese alla luce dei risultati dell’ultima indagine Excelsior condotta da Unioncamere in accordo con Anpal (Agenzia nazionale Politiche Attive del Lavoro) e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Il modello di previsione dei fabbisogni occupazionali ha infatti stimato che, a livello nazionale, tra quest’anno e il 2024 il sistema economico italiano dovrà sostituire 2,5 milioni di dipendenti per il raggiungimento dell’età di pensionamento o per altre cause. L’oscillazione del pil, naturalmente potrà incidere: si valuta infatti una possibile variazione del fabbisogno italiano tra un minimo di 1,9 milioni di occupati e un massimo di 2,7 milioni. Da qui, anche le oscillazioni varesine.

Intanto, a livello locale, le assunzioni previste dalle nostre 57mila imprese in questo trimestre e fino a ottobre sono 12.670. Questa cifra evidenzia un dato che è per il 22% più basso rispetto a quello dello stesso periodo dello scorso anno e inferiore per il 12,4% in rapporto al 2018. Questo alla luce anche del fatto che, in provincia di Varese, in questo trimestre solo il 7% delle imprese prevede assunzioni. Entrando nel dettaglio dell’analisi, si scopre poi che al 36% delle aziende interessano giovani con meno di 30 anni. Inoltre, in circa 34 casi su 100 le imprese prevedono di avere difficoltà a trovare i profili desiderati.

Ritornando all’analisi di carattere nazionale, l’indagine Excelsior evidenzia che sarà il settore privato a trascinare il fabbisogno di lavoratori, soprattutto per il turnover: la forbice va da 1,2 a 2 milioni di unità. Il pubblico impiego, poi, chiamerà circa 720mila nuove posizioni, un numero in aumento rispetto al recente passato. Oscilla, invece, fra le 400mila e le 600 mila unità il fabbisogno di lavoratori autonomi.

Inoltre, nonostante il turnover, alcuni settori accentueranno il calo occupazionale. È il caso, per esempio, della filiera “Commercio e Turismo”, dove si prevede un minor fabbisogno compreso tra le 40mila e le 172mila unità nel caso peggiore, e di quella “Moda”, che potrebbe registrare una diminuzione di 55mila occupati.

Diverso il percorso della filiera “Informatica e telecomunicazioni”, dove avrà un ruolo importante la prevista ulteriore accelerazione della trasformazione digitale. Qui, però, sarà elevata la difficoltà di reperimento di molte delle figure richieste.

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