Resterà "barricato" nella consolle del suo Trocadero di Domodossola, notissimo locale da dove è in diretta sui social, fino a quando qualcuno non deciderà di ascoltarlo: Tiziano Tanzarella è determinato affinché qualcuno possa aiutare lui e tutti coloro che non vogliono veder vanificati gli sforzi di una vita.
Siamo andati a trovare Tanzarella proprio al Trocadero, dove tutti sono abituati a vederlo in prima fila ad organizzare, gestire e far divertire giovani e meno giovani e dove ora è barricato in segno di protesta: «Non entro nel merito sul fatto che sia giusto o no che le discoteche siano chiuse, visto che il mio mestiere è fare divertire la gente insieme ai miei collaboratori, e non fare il virologo o il politico. Ho accettato i protocolli, sebbene sia sotto agli occhi di tutti la situazione in piazze, spiagge, mezzi di trasporto, parchi acquatici, feste, ed in questi mesi ho ironizzato. Scherzi a parte, se per salvare il mondo bisogna chiudere le discoteche, qualcuno deve salvare le discoteche».
«Chi decide - prosegue - non ha purtroppo la minima idea di quanti costi fissi al mese possa avere un locale, anche se è chiuso. E come un lavoratore ha diritto ad essere aiutato con cassa integrazione, disoccupazione, e finite quelle, con reddito di cittadinanza o di emergenza, a cui paradossalmente non possono accedere le partite Iva, che finanziano la ricchezza di questo Paese ma non hanno nessuna tutela. I 25mila euro a tasso agevolato li ho già chiesti e spesi, forse dovrò vendere la casa... Chiediamo almeno i costi fissi che dobbiamo sostenere, che nel mio caso ammontano a 5mila euro al mese».
«Immaginate - aggiunge Tanzarella - di non prendere il vostro stipendio per 6 mesi. Fatto? Adesso immaginate che, oltre a non prendere soldi, dobbiate sborsarne per non comprare niente. In quanto tempo li avete finiti?».
Dunque in cosa consiste la protesta di Tanzarella nello specifico? «Non si sa se e quando qualcosa cambierà - continua - Ma non mi sento di stare ancora a guardare passivamente un giorno in più: ho bisogno partendo dai social e dalla stampa di far sapere a chi sta in alto quale sia la situazione. Non rappresento solo i gestori, i collaboratori, i dj, i buttafuori, le orchestre, ma anche tutti i giovani e meno giovani che una o due volte alla settimana amano incontrarsi, socializzare, ballare in un contesto adeguato e controllato».
«Purtroppo - precisa il proprietario del Trocadero - il nostro sindacato, la Silb, non ha il peso della Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi ndr), rappresenta "solo" 2500 discoteche, la cosa incomprensibile è che hanno vietato il ballo nei nostri locali ma se a un matrimonio in un ristorante con 400 invitati è consentito ballare, due pesi e due misure, e le nostre richieste restano inascoltate. Voglio provare a partire dal basso per vedere se riusciamo a ottenere qualcosa... Se non possiamo riaprire quantomeno aiutateci!».
"Tanza" resterà incollato alla consolle del Troca finché qualcuno non interverrà.