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Sport | 13 agosto 2020, 17:13

Il RADUNO DELLA PRO. Gratitudine, serietà, continuità: il miracolo più grande dei Tigrotti è “esserci”. Nonostante tutto e tutti

I biancoblu ricominciano con identità e speranza: si rinnova la sfida e l’unicità del club di Patrizia Testa. Javorcic: «Abbiamo il dovere di riportare entusiasmo attraverso il calcio». Turotti: «Oggi i giocatori bravi scelgono volentieri Busto»

Da sinistra Ivan Javorcic, Patrizia Testa e Sandro Turotti

Da sinistra Ivan Javorcic, Patrizia Testa e Sandro Turotti

Affiorano diverse parole chiave nella presentazione della stagione sportiva della Pro Patria. Ma è un’immagine, un fatto quello che fa la differenza e le racchiude tutte: trovarsi allo stadio Speroni, nella casa dei tigrotti che non si sa quando potrà ospitare di nuovo i tifosi di Busto Arsizio e della Valle Olona, ma c’è. È viva, con la sua presidente, il suo staff, i suoi giovani, il suo progetto che prosegue non come se non fosse successo nulla, bensì pronta a offrire il proprio aiuto per guardare avanti. A chi lavora, e in questo stadio, nella sua squadra, trovava conforto, supporto, relax. A chi un lavoro non ce l’ha più o lotta per averlo. A un bambino che sogna quella maglia, al nonno che gliela indica con fierezza.

Su quelle tribune che aspettano fiduciose il loro pubblico, Patrizia Testa con accanto il direttore sportivo Sandro Turotti, l’allenatore Ivan Javorcic e l’addetto stampa Nicolò Ramella (che pronuncia la prima parola importante, «gratitudine»), rappresenta un’immagine potente. La sua serietà di esserci, ancora, capitano che si è preso sulle spalle il carico di un nuovo viaggio, pur non smettendo di chiamare la città. Il ritiro si farà qui, ma il livello motivazionale rimarrà alto, ribadisce il mister e lo dicono ancora prima i suoi occhi. Grazie a chi c’è, a chi non c’è più però si ricorda nitidamente il loro contributo al sogno realizzato di promozione e scudetto, sottolinea Turotti: Pedone e Molnar. A chi ha detto: sì, voglio ripartire dalla Pro. A chi ha esclamato un altro sì altrettanto forte: voglio rimanere nella Pro.

L’euforia dei cento anni sembra lontana in un 2020 così sofferente per tutti, eppure un filo rosso con l’anniversario c’è. Ci siamo ricordati tante volte che la Pro Patria nacque dalla gioventù ferita e segnata dalla Prima Guerra Mondiale, desiderosa di rinascere. Oggi c’è voglia, bisogno di ricostruire. La squadra, il campionato pur con le sue incertezze create dalla pandemia, e anche un clima di fiducia fuori. «Speriamo che le regole vengano allentate perché vuol dire che stiamo migliorando sotto l’aspetto sanitario» osserva subito la presidente. Le amichevoli si potranno disputare (la prima il 22, ci sta ancora consultando tra  società), ma tra professionisti: pari grado, per così dire, anche dal punto di vista di tamponi e prescrizioni indispensabili. 

Partite all’inizio senza quel pubblico che in più di un’occasione Javorcic ha citato come decisivo? «Sarà un bel problema- risponde l’allenatore – dovremo trovare il modo attraverso il calcio di  riportare entusiasmo in un contesto che ha vissuto momenti difficili. Avere una squadra che rappresenta la città, che ha voglia di reagire a questa fase complicata per tutti noi, tifosi e cittadini.  E poi la voglia di divertirsi, di rispondere con i valori che ci contraddistinguono. Ci dev’essere sempre una forte componente di emozioni quando scendiamo in campo, è quello che deve contraddistinguere in questa piazza». 

Quel rettangolo verde, finché le tribune non si popoleranno, potrà caricare i tigrotti. Che Javorcic guida ancora, seguendo quello che definisce un percorso naturale: «Avevo la Pro Patria in testa. Abbiamo la nostra identità, andremo avanti cercando di migliorarci a livello tattico e di carattere. Organizzazione di gioco di alto livello, assieme a uno stato d’animo vincente».

Pazienza, lavoro, termini così bustocchi che il tecnico sa usare da sempre, anche adattarsi a un ritiro sì casalingo, ma non minore per questo motivo. Obiettivo salvezza, ribadisce Turotti, come l’anno scorso, poi se qualcosa di più arriva… E ci si sofferma anche sui nuovi acquisti, Greco e Gatti.

I  grazie risuonano, dagli infermieri e dai medici alla presidente, agli sponsor, a coloro che capiranno che questo progetto ha bisogno di tutti per poter fiorire ancora. Ma qualche gemma si vede già. «Oggi è meno difficile cercare dei ragazzi e farli venire a Busto – ha concluso Turotti – Un tempo un giovane mi ha detto: ma chi è “il” Pro Patria? Adesso non succede più… e questo dev’essere bello per la gente, per Busto per chi ama la Pro Patria». 

Si spera di tornare presto in tribuna, ma tutti possono già scendere in campo.

I 24 convocati per il ritiro:

PORTIERI

STEFANO GRECO (1999)

GIULIO MANGANO (1999)

DIFENSORI

ANDREA BOFFELLI (1997)

GIACOMO COMPAGNONI (2001)

NICCOLÒ COTTARELLI (1998)

LEONARDO GALLI (1997)

FEDERICO GATTI (1998)

MANUEL LOMBARDONI (1998)

STEFANO MOLINARI (2000)

GIORGIO SPIZZICHINO (1999)

CENTROCAMPISTI

LUCA BERTONI (1992)

TOMMASO BRIGNOLI (1999)

RICCARDO COLOMBO (1982)

DAVIDE FERRI (2002)

GIOVANNI FIETTA (1984)

FILIPPO GHIOLDI (1999)

ATTACCANTI

STEFANO BANFI (2000)

GIUSEPPE LE NOCI (1982)

SEAN PARKER (1997)

AGGREGATI "BERRETTI"

ALESSANDRO DI LERNIA (PORTIERE - 2002)

LEONARDO BALLARINI (DIFENSORE - 2003)

LEONARDO PIRAN (CENTROCAMPISTA - 2003)

PAOLO PISAN (CENTROCAMPISTA - 2003)

SIMONE DELLAVEDOVA (ATTACCANTE - 2002)

STAFF TECNICO

ALLENATORE: IVAN JAVORCIC

ALLENATORE IN SECONDA: MASSIMO SALA

PREPARATORE ATLETICO: CARLO SIMONELLI

RECUPERO INFORTUNI: STEFANO BACCIOCCHI

PREPARATORE DEI PORTIERI: RENATO REDAELLI

#PROibitomollare

Marilena Lualdi


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