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Economia | 06 agosto 2020, 16:10

«In provincia di Varese 938 infortuni sul lavoro da Covid. Tre sono stati mortali»

I dati relativi al primo semestre del 2020 sono stati presentati dalla Cgil lombarda in base alle tabelle diffuse dall'Inail. Delle 10 "morti bianche" registrate nel Varesotto, 3 sono collegate al Coronavirus: colpite soprattutto le donne

«In provincia di Varese 938 infortuni sul lavoro da Covid. Tre sono stati mortali»

Sono in aumento in Lombardia e in provincia di Varese gli infortuni sul lavoro, compresi quelli con esito mortale; a complicare un quadro già preoccupante, l'irrompere del Coronavirus nei luoghi di lavoro.

La Cgil Lombardia ha presentato i dati sugli infortuni, relativi al primo semestre del 2020, in base alle tabelle diffuse dall'Inail. 

Per quanto riguarda la provincia di Varese, le denunce di infortuni sul lavoro erano state complessivamente 4942 nel primo semestre del 2019, mentre nello stesso periodo di quest'anno sono state 3858, di cui 938 legati al Coronavirus: di questi 702 riguardano lavoratrici e 236 lavoratori. 

Dei 10 morti sul lavoro nel Varesotto in questi primi sei mesi dell'anno, 3 sono legati al Covid: nello stesso periodo del 2019, le "morti bianche" erano state in totale 6. 

Complessivamente, in Lombardia, le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’istituto tra gennaio e giugno 2020 sono state 244.896 (-24,30%) rispetto allo stesso periodo del 2019, 570 delle quali con esito mortale (+18,2%). Nella nostra regione le denunce di infortunio in occasione di lavoro nel settore della sanità ed assistenza sociale aumentano da 1816 nei primi sei mesi del 2019 a 9163 nello stesso periodo del 2020 pari a +404%.

Le denunce di infortunio sul lavoro da Covid-19 sono 49.986 in Italia, (il 20,5% delle denunce di infortunio pervenute da inizio anno), concentrate soprattutto nel mese di marzo (53,0%) e di aprile (36,2%), di cui 18.032 in Lombardia, pari al 36,1%, quelle con esito mortale sono 252 sempre sul panorama nazionale (circa quattro casi su dieci decessi denunciati), di questi il 38,1% deceduti a marzo, il 56,3% ad aprile e il 4,8% a maggio  e 113 nella nostra regione pari al 44,8%. 

Nelle varie province lombarda, Varese compresa, la pandemia ha colpito maggiormente le lavoratrici, pari in media al 72%.

Le professioni più colpite sono:

- tra i tecnici della salute l'81% sono infermieri;

- tra le professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali il 99% sono operatori socio sanitari;

- tra le professioni qualificate nei servizi personali ed assimilati il 90,8% sono operatori socio assistenziali;

- tra il personale non qualificato nei servizi di istruzione e sanitari il 53,3% sono ausiliari ospedalieri mentre il 38,5% sono ausiliari sanitari portantini. 

I decessi riguardano principalmente il personale sanitario e assistenziale (medici, infermieri, operatori socio sanitari, operatori socio assistenziali); le denunce con i settori di attività economica codificati (Ateco) più colpiti sono “Sanità e assistenza sociale” (29,5%), “Attività manifatturiere” (18%) e “Trasporto e magazzinaggio” (11,5%), anche in questo caso le più colpite sono le donne. 

 

Matteo Fontana

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