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Economia | 05 agosto 2020, 11:23

Infortuni mortali sul lavoro: boom in Lombardia nonostante il lockdown

La denuncia arriva dalla Uil lombarda in base ai dati Inail: sono 73 le vittime nel primo semestre del 2020. «Una realtà drammatica, ci aspettiamo un segnale concreto dalle istituzioni regionali» dichiarano Enrico Vizza (FenealUil) ed Eloisa Dacquino (Uil Lombardia).

Infortuni mortali sul lavoro: boom in Lombardia nonostante il lockdown

Lombardia ancora da primato negativo quanto ad infortuni mortali sul lavoro: la denuncia arriva dalla Uil lombarda. Il bollettino pubblicato dall’Inail riferito al primo semestre dell’anno in corso, consegna una realtà drammatica, con un aumento di 73 vittime di infortunio mortale rispetto l’anno passato: dati allarmanti, se si tiene conto del periodo di lockdown durato 3 mesi. Una tendenza che fa apparire il 2020 non dissimile allo scorso anno, specie nel settore delle costruzioni. 

«Nel settore delle costruzioni – evidenzia Enrico Vizza, segretario generale FenealUil Lombardia -  si sono registrati ben dodici decessi. In una Regione in cui si confondono le parole “semplificazione e meno burocrazia” con sospensione delle regole: ci troviamo davvero davanti ad un vero paradosso se da un lato proponiamo tavoli di confronto, valorizzazione degli enti bilaterali su salute e sicurezza, sottoscriviamo protocolli con Comuni, Anci, Prefetture e poi la Regione Lombardia propone di prorogare la validità del DURC ( Documento Unico di Regolarità Contributiva) al 31 Dicembre 2020. Davanti a questo vogliamo aspettarci una diminuzione degli infortuni?».

Vizza non ha dubbi e interpella le Istituzioni affinché ascoltino le proposte del sindacato.

«Se durante l’emergenza COVID- 19, - continua il segretario - in modo responsabile i sindaci dei Comuni hanno affrontato la situazione attraverso ordinanze e provvedimenti, ora lo facciano anche per la salute dei lavoratori che ogni giorno devono poter svolgere il proprio lavoro in sicurezza, e che con il proprio reddito contribuiscono alla crescita del paese oltreché al mantenimento delle proprie famiglie. Nelle prossime settimane – continua – il sindacato di categoria proseguirà con le iniziative di mobilitazione, per rilanciare e sensibilizzare ancora una volta di più il tema della sicurezza, per un traguardo di infortuni zero nei luoghi di lavoro».

«Al triste primato riguardante il tasso di mortalità e contagi da Covid-19 – evidenzia Eloisa Dacquino, segretaria regionale UIL Lombardia - la nostra regione vanta quello di denunce mortali sul lavoro. L’aumento delle denunce per infortuni mortali in Lombardia ci preoccupa e ci indigna, perché evidenzia scarsa attenzione su un aspetto che noi riteniamo più che prioritario: la sicurezza sui luoghi di lavoro. Il 101% di denunce in più rispetto lo scorso anno testimonia l’urgenza di intervenire con investimenti, formazione e prevenzione adeguate a garantire sicurezza sul posto di lavoro a lavoratrici e lavoratori. La vita viene prima di tutto». 

«Ci aspettiamo che le Istituzioni – continua e conclude Eloisa Dacquino - a partire da Regione Lombardia, diano un segnale concreto in tal senso: non possiamo accettare che ancora oggi si assista impotenti a morti annunciate. La salvaguardia della sicurezza sui luoghi di lavoro deve essere al centro dell’agenda politica nella nostra regione così come nel paese, per questo saremo ancora una volta nelle piazze, a fianco dei lavoratori: non vogliamo più contare né infortuni né morti sul lavoro».

Redazione

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