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Politica | 27 luglio 2020, 14:29

VIDEO. Fontana al consiglio regionale: «Il negozio con Dama regolare. Non tollero si dubiti della mia integrità e dei miei famigliari»

Dopo la premessa sulla circostanza storica assolutamente eccezionale che si è vissuta con il Coronavirus, Fontana è entrato nel merito delle vicende giudiziarie che lo hanno visto indagato.

VIDEO. Fontana al consiglio regionale: «Il negozio con Dama regolare. Non tollero si dubiti della mia integrità e dei miei famigliari»

Il presidente Fontana ha concluso il suo discorso davanti al consiglio regionale. Un intervento, come ha precisato, su cui ha riflettuto molto «soprattutto per la preoccupazione di dare un ulteriore cassa di risonanza a polemiche inutili strumentali oltre che lesive della mia persona e del ruolo che ho l'onore di ricoprire. Alla fine ho deciso di essere qui per riaffermare la verità dei fatti ma soprattutto per voltare pagina con forza e affermare la volontà di andare oltre, affrontando un presente pieno di incognite guardando alle opportunità».

Dopo la premessa sulla circostanza storica assolutamente eccezionale che si è vissuta con il Coronavirus, Fontana è entrato nel merito delle vicende giudiziarie che lo hanno visto indagato nell'affaire dei camici, prima pagati e poi donati alla Regione da parte della società di suo cognato. «La vicenda è semplice e banale – ha spiegato Fontana – Dama si era resa disponibile a offrire un contributo, lo aveva già fatto in precedenti occasioni. L’assessore Cattaneo aveva interpellato Dama e altre 5 aziende sul territorio disposte a dare una mano, e tutte avevano riconvertito le produzioni hanno visto acquistate le loro merci con quantità e costi differenti».

Acquisti avvenuti con una procedura semplificata di emergenza. «Dal 12 maggio scorso mi si riferiva una rilevante fornitura a titolo oneroso a Dama. Sono tutt'ora convinto che si sia trattato di un negozio corretto, ma poiché il male, così come il bene, è negli occhi di chi guarda, ho chiesto a mio cognato di rinunciare al pagamento per evitare polemiche e strumentalizzazioni». Le rivelazioni di Report sarebbero quindi successive al rimborso e non precedenti.

«Le cose stanno così e rimarranno immutabili nel tempo. Le critiche alle mie azioni di Governo sono legittime e doverose purché tengano conto della verità. Non posso tollerare che si dubiti della mia integrità e dei miei famigliari».

Concluso l'intervento in consiglio Regionale, Fontana ha poi postato su Facebook: «Da Avvocato ho studiato anni di diritto, mi rattrista vedere come da 72 ore sono emersi particolari di indagine, elementi che in pochi potevano conoscere e che temo siano finalizzati a destabilizzare un solido Governo regionale e non di certo per giungere ad una verità processuale. Intendo guidare con orgoglio, con rinnovato entusiasmo e con immutata responsabilità questa Regione guardando al futuro, guardando all’Autonomia non come mera concessione ma come diritto costituzionale. La Lombardia è libera è come tale va lasciata».


Redazione

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