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Lombardia | 26 luglio 2020, 15:48

Galimberti: «Non entro nelle vicende giudiziarie. Ma la Lombardia ha bisogno di ripartire con decisioni immediate»

Il sindaco di Varese: «Passa il messaggio ingiusto di una terra che non è più tra le regioni più affidabili e avanzate d'Europa. Vanno pianificati subito investimenti per sistema sanitario, economia, lavoro e famiglie: non possiamo permetterci altri mesi di non decisioni»

Galimberti: «Non entro nelle vicende giudiziarie. Ma la Lombardia ha bisogno di ripartire con decisioni immediate»

Il sindaco Galimberti non entra «in alcun modo sulle vicende giudiziarie che in questi giorni coinvolgono la Regione Lombardia» ma manifesta grande preoccupazione «per la paralisi della Regione».

Ecco le parole del primo cittadino di Varese.  

«Arriviamo da mesi in cui al centro di tutto c'era l'emergenza sanitaria per salvare la vita alle persone, oggi abbiamo bisogno di far ripartire il sistema sanitario per curare le malattie ordinarie e prevenire un ritorno della pandemia anche con i fondi del Mes sulla sanità.

Per fare ripartire economia e lavoro e servizi alle famiglie, inclusa la scuola, occorre pianificare subito i giusti e corretti investimenti che potranno essere fatti con le risorse dell'Europa, dello Stato e un contributo rilevante della Regione.

Serve un disegno regionale dentro quello nazionale e serve una Lombardia che si riscatti dal grave danno anche d'immagine che ha subito.

E' passato il messaggio, purtroppo, che non siamo una delle Regioni più affidabili ed avanzate d'Europa. Messaggio ingiusto ma proporzionato ai numeri e alle dinamiche di questi mesi.

Non possiamo proprio permetterci altri mesi di non decisioni a livello regionale né sul fronte sanitario né sul fronte economico e sociale.

Tanti enti ed aziende stanno attendendo risposte, lo sblocco di risorse e di decisioni. Oggi più che mai la velocità delle decisioni è fondamentale per il sistema economico, sociale e occupazionale.

Si faccia presto ad uscire da questa situazione che logora il sistema lombardo.

I Comuni sono pronti a fare la loro parte, come sempre, e a supportare l'istituzione regionale, ferme restando le questioni giudiziarie, ad uscire da questo stallo decisionale. Ora, prima che sia troppo tardi».

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