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Eventi | 26 luglio 2020, 18:00

Porto Ceresio, successo per il vernissage della mostra di Giovanna Pasello: «Ancora non ci credo...» FOTO E VIDEO

La campionessa di tiro a volo, olimpionica ad Atlanta 1996, ieri pomeriggio ha svelato con grande emozione i suoi quadri, che saranno ospitati alla stazione fino a domenica 9 agosto: «Ringrazio Sandro Cabrini per avermi spinto verso questa sfida e Carlo Maccini per l'incredibile opportunità»

Da sinistra Sandro Cabrini, Giovanna Pasello, Carlo Maccini e le prime cittadine (rispettivamente di Lurate Caccivio e Porto Ceresio) Anna Gargano e Jenny Santi

Da sinistra Sandro Cabrini, Giovanna Pasello, Carlo Maccini e le prime cittadine (rispettivamente di Lurate Caccivio e Porto Ceresio) Anna Gargano e Jenny Santi

 

Nel pomeriggio di ieri, sabato 25 luglio, a Porto Ceresio, si è tenuto il vernissage della mostra presentata dalla campionessa di tiro a volo Giovanna Pasello, olimpionica ad Atlanta 1996, che sarà visitabile fino a domenica 9 agosto nella sala esposizioni della stazione ferroviaria (l'ingresso è libero).

Tante le persone intervenute, tra amici e curiosi; tra loro l’organizzatore Carlo Maccini e l’amico-artista Sandro Cabrini, che ha raccontato come è iniziato il cammino di "Giò" nel mondo dell'arte. Presenti anche le prime cittadine di Porto Ceresio, Jenny Santi, e di Lurate Caccivio, Anna Gargano, come di residenza della Pasello. 

"Quando non hai un piano nulla può andarti storto", ed è proprio in questo modo che l’ex oro mondiale a Nicosia 1995 ha deciso di affrontare questa sua nuova avventura nell’arte, come una sfida, senza grande impegno perché se hai una passione non concepisci cosa può significare impegnarsi, lo fai e basta: «È nata come una sfida, e per questo ringrazio moltissimo il mio amico Sandro Cabrini che mi ha aiutato a vederla proprio come tale, riuscendomi a dare un motivo in più per fare bene» ha detto Giovanna Pasello presentando la sua mostra

Successivamente Giovanna ha voluto ringraziare vivamente anche Carlo Maccini, organizzatore della mostra: «Carlo è un vulcano di idee, quasi per scherzo gli avevo detto che avrebbe dovuto organizzare l’allestimento per una mia futura mostra: ancora non ci credo e invece oggi siamo proprio qui per questo. Non posso far altro che ringraziarlo infinitamente per aver curato l’esposizione».

Oltre al grande impatto dei quadri di Giovanna, dove si crea un mix davvero innovativo tra arte e sport, c’è da elogiare proprio l’estro di Maccini, perché l’arte sta anche nel sapere dove mettere la stessa arte. Per questo chiudiamo con la dedica dello stesso organizzatore alla sua amica artista:
«Questa breve presentazione è dedicata a te, Giovanna Pasello, donna di sport, campionessa ed artista che sei riuscita a passare dall’arte del tiro al piattello al concetto di spazio ed a ciò che si nasconde dietro ad esso. A te che nonostante tutto sai che vale sempre la pena amare la tua disciplina, anche se non ti aspetti che possa regalarti momenti di solitudine, no che non te l’aspetti, le hai dato tutto l’amore che avevi dentro, le sei stata fedele per tutto questo tempo, e lei cosa fa? Ti ricambia lasciandoti solo con i tuoi pensieri. La tela adesso è lacerata da uno o più fiori a pallini che invece di indicare distruzione stanno piuttosto per delle possibili aperture verso l’altrove, verso una terza dimensione oltre i limiti imposti dalla piattezza del quadro. Avendo perduto qualsiasi funzione figurativa, il dipinto diviene una superficie monocroma contenente una breccia, un foro, un passaggio verso un universo parallelo, uno spazio mentale alternativo. La via di fuga dove si posa l’occhio dell’osservatore, solo e beato nell’attesa che forse non accada nulla ma che tu sai essere solo un intervallo tra un piattello e l’altro, nella solitudine che ti ha accompagnato alle Olimpiadi ad Atlanta 1996 o più semplicemente nei momenti di concentrazione e calma». 

 

Andrea Galizia

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