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Economia | 16 luglio 2020, 14:39

E' Daniele Magon il nuovo segretario generale della Cisl dei Laghi: «Fronteggiare l'emergenza con tempestività per evitare un autunno caldo»

Termina così il lungo periodo di reggenza: ad eleggere il nuovo leader e la nuova segreteria del sindacato il consiglio generale che si è riunito stamattina alla presenza della segretaria generale nazionale Annamaria Furlan: «Le risorse del Mes non siano un elemento di scontro politico ma diventino un'opportunità».

E' Daniele Magon il nuovo segretario generale della Cisl dei Laghi: «Fronteggiare l'emergenza con tempestività per evitare un autunno caldo»

 

È Daniele Magon il nuovo segretario generale della Cisl dei Laghi; il nuovo leader è stato eletto oggi dal Consiglio  Generale del sindacato e con  lui  è  stata  eletta  anche  la  nuova  segreteria formata da: Marco  Contessa, già  segretario  organizzativo della Cisl di Sondrio,Leonardo Palmisano, già segretario amministrativo e organizzativo della Cisl dei Laghi, Elisa Di Marco, responsabile dello sportello lavoro della Cisl dei Laghi, territorio di Como. Presente ai lavori anche la Segretaria Generale della Cisl Annamaria Furlan. 
Classe 1966, Daniele Magon è nato a Saronno;sposato, un figlio, è a tutti gli effetti un cislino “dei  Laghi”, avendo vissuto a Como fino all’età di 26 anni. Inizia il suo cammino in Cisl vent’anni fa nella Fistel (il sindacato delle telecomunicazioni, spettacolo, editoria), di cui diventa segretario generale. Nel 2007 entra in Femca (Federazione energia, moda, chimica ed affini), di cui diventa prima segretariogenerale a Varese e poi della Femca dei Laghi, incarico che ha conservato fino a oggi.
«Sono arrivato ad accettare la proposta di guidare la Cisl dei Laghi - spiega il nuovo segretario generale - per senso di responsabilità verso entrambi i territori che la compongono, che sento miei. Dopo il passaggio della reggenza, che ha aiutato la Cisl a superare le inevitabili difficoltà dovute all’unione di due territori, Como e Varese, fortemente industrializzati ma molto diversi, ora siamo pronti ad affrontare nuove sfide. Accanto a me  una squadra di provata professionalità e competenza con cui affronteremo le sfide future».  «Oggi ci troviamo dentro un’emergenza economica e sociale di enorme portata ‐ prosegue Magon ‐ che va fronteggiata con tempestività, per evitare di trovarci travolti da un autunno “caldo”,con la ripresa della scuola e delle attività produttive. Per questo riteniamo urgente la definizione di un progetto di lungo termine, che preveda ammortizzatori sociali adeguati, momenti di formazione, strumenti e risorse in grado di garantire ai  lavoratori  e  alle  aziende  che  i  sacrifici  a  cui  sono  stati  sottoposti  verranno  ripagati,  e  che non  ci saranno licenziamenti. Solo così sarà possibile uscire insieme dalla secca».  «Dentro  questo  progetto  condiviso  alta  dovrà  essere  l’attenzione  verso  alcuni  pilastri  del  nostro  sistema sociale: penso in primis alla sanità, di cui tutti abbiamo compreso l’enorme importanza in questo periodo, ma  anche la necessità di un suo migliore assetto; la scuola, luogo prezioso di formazione ed educazione alla vita.  E  poi,  ovviamente,  il  lavoro.  Como  e  Varese  sono  due  province  fortemente  industrializzate  che  stanno  attraversando un periodo di grande sofferenza. Fino a pochi anni fa la loro ricchezza era data da un sistema  produttivo solido, caratterizzato da eccellenze nazionali e internazionali: penso al turismo e al tessile per il  comasco, settore, quest’ultimo, che prima del Coronavirus stava dando importanti segnali di ripresa;  e  al  metalmeccanico,  farmaceutico  e  gomma‐plastica  per  il  varesino.  La  crisi  ha  colpito  tutti,  indiscriminatamente,  come  Cisl,  insieme  alle  altre  organizzazioni  sindacali,  faremo  del  nostro  meglio  per  mettere i territori nelle condizioni di ripartire. Territori che hanno bisogno di risorse nuove, investimenti. Al governo chiediamo, in questo senso, di allentare la morsa della burocrazia che  rende così difficile favorire interventi nel settore pubblico. Così come chiediamo regole più chiare per il settore privato, che permettano di programmare meglio il futuro, perché Como e Varese tornino appetibili per chi ha interesse ad investirci, ma oggi non lo fa, perché non sa che cosa potrà accadere domani dei suoi investimenti». 
Le  conclusioni  del  Consiglio  Generale  sono  state affidate  ad  Annamaria  Furlan,  segretaria  generale nazionale  della  Cisl.
«Ringrazio tutti voi e ringrazio Ugo Duci e, soprattutto, Francesco Diomaiuta per il il lavoro svolto durante la  reggenza. Occorreva  tenere insieme la struttura e  responsabilizzare in modo diffuso. Diomaiuta ha dato la  disponibilità con totale spirito di servizio, dote rara nel gruppo dirigente, che ha interpretato e vissuto il suo  ruolo in modo profondo - ha continuato Furlan ‐. Sapeva che il suo percorso, era a tempo. Il completamento di questo percorso significava la sua uscita, il suo lavoro sarebbe stato compiuto nel modo migliore, con la  creazione del nuovo gruppo dirigente».  «Conserviamo  a  lungo  i  valori  di  solidarietà  di  come  si  vive  all’interno  dell’organizzazione  –  ha  ricordato  Annamaria  Furlan  ‐  proprio  ora  che  abbiamo  toccato  con  mano  il  dolore  della  solitudine». 
Il plauso della segretaria della Cisl è andato ai lavoratori del campo sanitario e ospedaliero: «In questi mesi terribili, è stata di esempio per tutti noi, il lavoro del personale sanitario con abnegazione e umanità si sono  fatti vicini ai malati che combattevano contro il COVID in totale solitudine».  «Dobbiamo fare sì che questi lavoratori non vengano più messi ai margini, considerati fannulloni – ha ribadito  Annamaria Furlan - ma che vengano rispettati dall'opinione pubbliche e  le risorse del Mes non siano solo un  elemento  di  scontro  politico  ma  diventino  un'opportunità  per migliorare  la  situazione  dei  lavoratori  della  sanità nel nostro paese». 
La  segretaria  ha  ricordato  anche  la  situazione  della  scuola  italiana,  che  ancora  non  è  sufficientemente equipaggiata per il rientro a settembre: «Vedo poca presa di coscienza e le risorse disposte non sono sufficienti  per  la  sicurezza  di  studenti  e  lavoratori  del  settore.  Durante  la  pandemia  abbiamo  toccato  con  mano  l'importanza della scuola e dell'accesso ad essa, ma adesso sembra che questa realtà non rientri nelle priorità degli investimenti, sulle infrastrutture, materiali e immateriali».  Proprio sul tema delle infrastrutture, Annamaria Furlan ha sostenuto che nello snellimento dell'affidamento delle opere pubbliche non si perda trasparenza e dignità del lavoro: «Il superamento del codice degli appalti  non  riduce  solo  i  tempi  della  burocrazia  ma  con  questa  modalità  vengono  meno  controlli  per  evitare  le  infiltrazioni della criminalità organizzata».  Per quanto concerne la partecipazione dei sindacati agli Stati Generali con il Governo, Annamaria Furlan ha  auspicato  che  al  confronto  facciano  seguito  i  fatti,  con  interventi  in  merito  alle  riforme  fiscali  e  agli  ammortizzatori sociali.   «Vediamo  le  difficoltà  del  Paese  non  siamo  marziani  ‐  afferma  Annamaria  Furlan  ‐  ma  non  possiamo  prescindere dai precedenti risultati ottenuti grazie alla contrattazione».

 

Redazione

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