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Sport | 15 luglio 2020, 23:38

Appello e campagna per il palaghiaccio di Varese: «Sognavamo una "casa" più grande e ci troviamo campi da paddle e palestre...»

L'appello di Silvia Cattaneo, presidentessa dell'Happy Sport Team che gestisce l'area piscine al Palalbani: «Pensavamo che il progetto di ristrutturazione allargasse e guarisse la vecchia casa con pista, piscina e tribune nuove. Invece la tradizione di un contesto unico verrà superata con campi da paddle e palestre»

Silvia Cattaneo, presidentessa dell'associazione Happy Sport Team che gestisce l'area piscine del palaghiaccio lancia una campagna pubblica di sensibilizzazione

Silvia Cattaneo, presidentessa dell'associazione Happy Sport Team che gestisce l'area piscine del palaghiaccio lancia una campagna pubblica di sensibilizzazione

Silvia Cattaneo, presidentessa dell'associazione Happy Sport Team che gestisce l'area piscine del palaghiaccio di via Albani, propone una riflessione appassionata e forte che arriva dal cuore di chi da trent'anni vive la realtà della struttura, a contatto con migliaia di famiglie e atleti.

La chiusura del palaghiaccio che si protrae da mesi, già molto penalizzante per chi ci lavora e soprattutto per cittadini e famiglie, sembra ancora più difficile da accettare a fronte di un progetto di ristrutturazione che, visto dagli occhi di chi vive da sempre al Palalbani, trasforma l'anima e la vocazione del palaghiaccio - che tutti riconoscevano come magica e unica - in qualcosa di diverso. 

Il palaghiaccio avrebbe invece avuto bisogno, secondo la presidentessa Cattaneo, di una cura antivecchiaia e di un'ampliamento, di spazi ghiaccio e acqua più grandi e moderni, con piscina e pista all'aperto, e tribune più capienti; invece tutto resterà, così si legge in questa lettera appello a cittadini e istituzionisottodimensionato rispetto alle esigenze di chi frequenta da sempre il palaghiaccio, e le vere novità saranno rappresentate, secondo questa analisi, da due nuovi campi da paddle e tre palestre

Vi proponiamo dunque le riflessioni di Silvia Cattaneo che si concludono con il lancio di una campagna di sensibilizzazione denominata #iostoconHST a cui si può partecipare nelle modalità che trovate in fondo all'intervento della presidentessa.

Ecco le parole di Silvia Cattaneo, presidentessa Happy Sport Team.

È stato approvato il progetto per la ristrutturazione del Palaghiaccio; si tratta di un traguardo storico per Varese, un risultato atteso da parecchi anni. Tuttavia, permettetemi qualche considerazione molto pratica in virtù del fatto che al Palaghiaccio ci sono dal 1991 e che conosco piuttosto bene la realtà del posto. Io mi occupo della parte piscine - rappresento l’associazione sportiva Happy Sport Team - ma anche dal lato ghiaccio ci sono persone che, come me, conoscono molto bene la realtà del proprio settore.

Con grandissimo entusiasmo abbiamo accolto la notizia dei fondi da destinare alla ristrutturazione, e parlando al plurale esprimo il sentimento di tutte le realtà sportive - ghiaccio e piscina - che per anni hanno continuato a offrire i propri servizi sportivi nonostante le indiscusse condizioni fatiscenti della struttura. Credetemi se vi dico che ogni giorno c’era una pezza da mettere da qualche parte.

Tutte le società mosse da sani principi sportivi hanno appoggiato la candidatura facente capo all’attuale gestione, creando un elenco di esigenze emerse sul campo: si parte dall'analisi preliminare dei bisogni per procedere all’esecuzione di un progetto (di seguito “progetto di casa”) che possa soddisfare le aspettative dei cittadini in un contesto unico e storicamente radicato sul territorio.

Per fare un esempio pratico, nel caso specifico della parte acqua, abbiamo evidenziato la necessità di avere una piscina esterna dalle dimensioni contenute - tipo laguna - per l’estate; mantenere la vasca grande a una profondità utile alle diverse discipline natatorie - nuoto, pallanuoto, apnea/sub - e una vasca piccola didattica, cioè tale da permettere corsi di acquaticità e per principianti. Favoriamo da sempre lo sport per tutti e abbiamo creato interesse intorno alle nostre attività e ai nostri atleti. Nel “progetto di casa”, i tifosi della piscina, finora costretti dietro un vetro, avrebbero goduto di una piccola tribuna; anche i genitori hanno diritto a uno spazio dignitoso con tutti i sacrifici che fanno per i figli.

Detto questo, non capisco quindi come possa aver vinto un progetto in cui non è prevista una piscina estiva, la vasca grande molto bassa (profondità 1.22 – 1.50 m.) e la vasca piccola una forma che non favorisce il nuoto di base (altezza 1.25 m). Con queste caratteristiche le nostre attività sono senza dubbio gravemente penalizzate.

La pallanuoto è destinata a sparire, e tutta la scuola nuoto sarebbe impostata in modo diverso; si può ipotizzare uno svuotamento lento e progressivo di tutte le categorie di nuoto e pallanuoto. Ecco spiegato il motivo per cui gli spogliatoi sembrano sottodimensionati e non è prevista la presenza delle tribune.

Vediamo adesso il lato ghiaccio, il cui problema fondamentale è il rapporto ore/ghiaccio a disposizione di ogni società sportiva. Si tratta di un dato fondamentale per poter svolgere tutte le attività: molto spesso è motivo di tensioni interne. Il “progetto di casa” prevede la realizzazione di una pista esterna, contenuta nelle sue misure rispetto alla pista principale, ma fondamentale per l’avviamento di tutte le discipline, così da favorire la crescita di ogni settore senza subire difficoltà orarie.

Il “progetto di casa” pone inoltre particolare attenzione alle esigenze della squadra degli atleti con disabilità, da sempre fruitrice della struttura e consapevole delle necessità specifiche; prevede un aumento della capacità di pubblico e un numero maggiore di spogliatoi perché il mondo che ruota intorno agli sport sul ghiaccio in tutta la provincia di Varese ha sempre avuto l’esclusiva nel nostro Palaghiaccio. 

Adesso analizziamo cosa contiene il progetto vincente per il lato ghiaccio. La pista resta quella che è: nessun aumento di superficie ghiaccio, il che porterà ancora una volta alla lotta interna per la spartizione delle ore/ghiaccio; mantenimento pressoché invariato della capienza del pubblico e spogliatoi sottodimensionati rispetto alle reali esigenze.

Se andiamo a guardare bene, ecco però che troviamo qualcosa di speciale: due campi da paddle e tre palestre, oltre a un bar e ristorante... in una struttura che, per suo stesso assioma storico, ha sempre garantito a migliaia e migliaia di cittadini di Varese di praticare attività legate alla piscina e attività legate al ghiaccio. 

Certo il nuovo PalAlbani sarà un bellissimo impianto, di grande impatto scenico.
 Ora mi chiedo: perché nella valutazione dei requisiti di rifacimento della nostra struttura non sono state considerate come prioritarie le vere necessità contestuali? Perché le valutazioni si fermano all’apparenza, e non si valuta l’impatto globale delle scelte su migliaia di cittadini?

Perché non è stata data attenzione a quel coro di voci che si sono espresse attraverso un proprio rappresentante, con la candidatura di un progetto, oltretutto più economico, elaborato nel rispetto delle esigenze e degli equilibri degli sportivi di Varese e nel rispetto delle realtà associative che per anni hanno permesso che il PalAlbani rimanesse aperto?

È triste adesso sapere che tutto verrà sistemato, che il centro cambierà connotazione a favore dell’ennesimo club il cui destino ancora una volta seguirà mode e tendenze del momento, e noi ne saremo spettatori esterni e inermi.

Intanto la nostra associazione sportiva che negli anni è riuscita a creare uno staff consolidato (6 dipendenti a tempo indeterminato, 24 collaboratori oltre agli allenatori tecnici delle squadre) e nella quale ripongono la fiducia molte persone (tra cui oltre 1000 associati, 6 squadre di pallanuoto, una squadra nuoto con oltre 80 atleti), non ha alcuna garanzia concreta del proprio futuro.

Vorrei sollevare un ragionevole dubbio sulla contestualizzazione delle valutazioni che probabilmente attengono a procedure carenti a garantire realmente il bene di tutti i cittadini.

C’è qualcosa che non va, forse il sistema stesso, ma io non ci sto. Tu?

#iostoconHST la nostra campagna alla quale potresti aderire per aiutarci a sensibilizzare opinione pubblica e decisori politici. Come?

– Prepara un foglio A4 con la scritta #iostoconHST

– Scatta una foto o un selfie tenendo in mano il cartello

– Posta la foto sui tuoi canali social taggando l’Happy @happysportteam

– Condividila il più possibile

– Se non hai profili social, mandaci la tua foto via mail segreteriahappy@gmail.com

Silvia Cattaneo, presidentessa Happy Sport Team

Redazione

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