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Varese | 12 luglio 2020, 22:54

VIDEO. Un concerto ai Giardini per dire grazie. «Varese ha reso omaggio con la musica a chi ha lavorato nel lockdown»

Dal panettiere al farmacista, dal vigile del fuoco all'addetto alla sanificazione, dal bimbo all'insegnate: oggi il sindaco Galimberti e il prefetto Caputo hanno consegnato una pergamena ai cittadini semplici che sono sempre rimasti al servizio della città durante il lockdown. E, in sottofondo, le note di cinque archi dell'Accademia del Teatro alla Scala

VIDEO. Un concerto ai Giardini per dire grazie. «Varese ha reso omaggio con la musica a chi ha lavorato nel lockdown»

Un'iniziativa semplice ed emozionante: ai Giardini Estensi oggi il Comune di Varese ha reso omaggio ai lavoratori comuni che, insieme a medici, infermieri e operatori sanitari, non si sono mai fermati durante il lockdown. Un concerto di cinque archi dell'Accademia alla Scala e poi, una volta che le ragazze hanno smesso di suonare, la consegna di una pergamena davanti alle massime autorità cittadine, dal questore al comandante dei carabinieri e della finanza: il sindaco, Davide Galimberti, e il prefetto Dario Caputo - «arrivato in città proprio nel pieno di questa emergenza sanitaria» - hanno premiato così i rappresentanti di chi, durante il lockdown, ha fornito i servizi essenziali ai cittadini.

E così è stato detto grazie a Davide della Panetteria Pigionatti in rappresentanza di tutti i 25 panifici della città (250 quelli in provincia sempre aperti), così come agli esercenti di vicinato o all'addetta alle vendite di piccola e grande distribuzione, all'operatore dell'igiene ambientale (Acsm Agam) e della sanificazione (Td Group), al semplice poliziotto, al finanziere e alla donna carabiniere, al vigile del fuoco e all'agente di polizia locale che non hanno mai smesso di essere al servizio degli altri, anche quando era più difficile e rischioso. Il primo cittadino ha anche citato Pier Fausto Vedani, decano e "papà" dei giornalisti varesini, non dimenticando neppure questa categoria.

Molto toccante la prima premiazione, quella dedicata ai più piccoli e quindi a Chiara, «una bimba che rappresenta tutti i bambini che hanno sopportato queste restrizioni» ha detto il sindaco. 

Premiati anche Paola Morisi, rappresentante della prefettura per tutti i funzionari che hanno lavorato garantendo la sicurezza, il professor Paolo Grossi, primario dell'unità operativa di malattie infettive all'ospedale di Varese, il rappresentante dell'ordine dei medici nel nome del dottor Stella, l'azienda ospedaliera e naturalmente infermieri ma anche fisioterapisti, educatori e assistenti sanitari, tecnici di radiologia e di laboratorio e di tutte le categorie, spesso dimenticati. E ancora i rappresentanti del Coc, della Protezione civile, della Croce Rossa e degli Alpini, il mondo del volontariato, dalla Caritas alle parrocchie.

Gigi Prevosti del Burrificio Prealpi («La guerra per le aziende inizierà a settembre») ha ritirato la pergamena a nome di tutti i suoi dipendenti e delle imprese che non hanno mai chiuso.

La pergamena è stata consegnata idealmente anche a tutti i farmacisti, ai sacerdoti rappresentati da monsignor Panighetti, ai professionisti che erano andati in pensione e hanno rimesso il camice per fronteggiare l'emergenza («Ricordiamo qui gli anestesisti e rianimatori»), agli insegnanti che hanno rivoluzionato il loro modo di lavorare, a chi ha continuato a garantire i trasporti, l'apertura di poste e banche, i servizi cimiteriali e il mondo del commercio.

Presente anche il presidente della Famiglia Bosina, Luca Broggini, che ha usato parole molto belle («Dalle maschere alle mascherine che ci hanno protetto, per questo ricorderemo il 2020») consegnando la Girometta d'oro a tutta quella parte di città che ha lavorato per chi non poteva farlo.

«E' stato un concerto per dire grazie - ha detto alla fine il primo cittadino - oggi ai Giardini Estensi la città di Varese ha voluto ringraziare attraverso la musica dell’Accademia del Teatro alla Scala tutti i lavoratori che hanno prestato servizio durante i giorni più duri del lockdown. Non ci saranno mai abbastanza aggettivi e parole per ringraziarvi: di cuore, davvero grazie!».



Andrea Confalonieri

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