/ Economia

Economia | 09 luglio 2020, 08:30

La battaglia dello shopping tra Ticino e Lombardia: in Svizzera buoni covid per frenare i "frontalieri della spesa"

Dopo l'iniziativa di Confcommercio Como, che ha abbattuto l'Iva per i consumatori extra Ue, arriva la reazione degli esercenti di alcuni comuni elvetici per trattenere i clienti: dei buoni per la spesa a chilometro zero

La battaglia dello shopping tra Ticino e Lombardia: in Svizzera buoni covid per frenare i "frontalieri della spesa"

Continua la partita a scacchi tra Ticino e Lombardia sui "frontalieri della spesa", ovvero sui tanti cittadini svizzeri che si recano oltre confine per fare shopping o andare al supermercato approfittando dei prezzi più convenienti. Una fetta di potenziali clienti che, dopo la crisi dovuta alla pandemia, fa gola agli esercenti dei due Paesi, provincia di Varese compresa.

Nei giorni scorsi ha fatto clamore l'iniziativa di Confcommercio Como (leggi QUI) che, abbattendo l'Iva e offrendo prezzi quindi più bassi ai cittadini extra Unione Europea, mira ad attirare in riva al Lario un maggior numero di turisti e clienti ticinesi dando ossigeno a un settore - sia quello turistico, sia quello del commercio - duramente colpiti dalla crisi economica legata all'epidemia di Coronavirus.

Un'iniziativa che ha fatto subito correre ai ripari i commercianti ticinesi. Come racconta il giornale Ticino on Line (leggi QUI) la campagna lanciata dai negozianti lariani ha spinto i Comuni di Chiasso e di Mendrisio a introdurre dei "buoni Covid" capaci di garantire ai clienti svizzeri dei prezzi vantaggiosi per le compere a chilometro zero, eliminando la tentazione di varcare il confine per fare la spesa.

«Sono soldi regalati che aiutano l'economia locale. Forse sarebbe il caso che i nostri consumatori ne approfittino, prima di andare oltre confine» ha dichiarato a Tio.ch il presidente della Società dei commercianti del Mendrisiotto. Secondo Coen, in ogni caso, la corsa allo shopping in Lombardia da parte dei consumatori elvetici non è mai partita: «I ticinesi hanno paura ad avventurarsi nei negozi» ha detto al quotidiano svizzero. Intanto la battaglia continua.

 

 

Redazione

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore