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Territorio | 07 luglio 2020, 14:24

LA NOVITA'. Sport e scuola nella stessa classe: il Fermi di Castellanza ora è anche liceo scientifico sportivo

Si apre una nuova strada in un momento difficile anche per gli studenti grazie allo storico istituto di Castellanza. La dirigente Ivana Morlacchi: «Liceo non solo rivolto agli atleti ma a chi ama lo sport e lo vede come un impiego, dal giornalista sportivo al nutrizionista e al manager. Gli studenti nell'emergenza hanno reagito bene: testa bassa e avanti a lavorare»

LA NOVITA'. Sport e scuola nella stessa classe: il Fermi di Castellanza ora è anche liceo scientifico sportivo

Uno studente non dovrà più scegliere tra sport e scuola, come se fossero binari paralleli: all'Istituto Fermi di Castellanza anche la scuola è sport, e viceversa. Una bellissima novità per gli studenti e le famiglie della nostra provincia, proprio nel momento in cui serve il coraggio di osare e di aprire nuove strade, arriva infatti da uno storico istituto come quello castellanzese, che diventa anche liceo scientifico sportivo.

«La nostra è una realtà che io immagino come una bomboniera, piccola ma preziosa - dice Ivana Morlacchi, dirigente scolastica del Fermi che insieme alla dottoressa Stefania Mazza è al vertice dell'istituto - da più di 30 anni siamo sul territorio di Castellanza come scuola superiore e come istituto tecnico. La novità è che abbiamo chiesto e ottenuto la sostituzione della prima liceo linguistico con la prima liceo scientifico ad indirizzo sportivo».

Quella di Ivana Morlacchi e del Fermi è un'opera di coraggio venata da un filo di sana "pazzia", una strada nuova spalancata sul futuro in un periodo difficile per tutti come quello dell'emergenza Covid, che ha segnato e in parte cambiato proprio il mondo della scuola: «Ho sempre ritenuto estremamente importante e affascinante unire l'atleta e lo studente - dice Ivana - perché un buon atleta è anche un buono studente capace di mettere in classe, come fosse un campo, disciplina, rigore e attenzione».

Da qui nasce l'idea di aprire un liceo di indirizzo sportivo, pensato non solo per gli sportivi. «Ci rivolgiamo sì ai ragazzi che fanno sport, ma anche a tutti quelli che lo amano e lo vedono come un impiego futuro: penso al giornalista o al nutrizionista sportivo ma anche al manager organizzatore di eventi sportivi o allo psicologo dello sport. Il nostro indirizzo non darà una preparazione soltanto a chi pratica una disciplina, ma a quei ragazzi che si vogliono orientare verso questo mondo per trovare uno sbocco nel mondo del lavoro».

A fare la differenza per ottenere la parità dall'ufficio scolastico regionale sono stati il progetto, approvato lo scorso 30 giugno, e una struttura affidabile, seria e d'eccellenza non solo per la zona di Castellanza.

Ivana ringrazia chi lavora con lei e i ragazzi che hanno dato fiducia al Fermi ancor prima della bellissima notizia arrivata pochi giorni fa: «Chi ha partecipato all'open day dello scorso anno, si è iscritto sulla fiducia al liceo di indirizzo sportivo senza sapere se davvero saremmo diventati paritari. Ringrazio tutti loro e il corpo insegnanti, il nostro orgoglio perché alle qualità professionali aggiunge quelle umane».

C'è l'orgoglio di chi vedrà aggiungere sul sito dell'Istituto Fermi (clicca QUI) anche la qualifica di liceo scientifico a indirizzo sportivo, e c'è il progetto di nuovi open day in presenza con lo sguardo al prossimo anno scolastico, Covid permettendo, a partire da ottobre.

Ma come ripartiranno le lezioni e la vita del Fermi a settembre? «Se la situazione rimane questa - spiega ancora Ivana - l'inizio sarà in presenza per alcune lezioni sul marketing sportivo e sull'aspetto della pubblicità legata allo sport, poi ci saranno anche altre lezioni che potremo svolgere tramite le didattica a distanza. Però le classi prime inizieranno in presenza perché la socializzazione, soprattutto nell'avvio di un percorso, è fondamentale. Vedremo e decideremo in base alle indicazioni ministeriali».

«Parliamo dei giovani in modo a volte troppo negativo - dice Ivana, che è arrivata al Fermi nel '93 come insegnante ed è dirigente scolastica dal 2014, proponendoci una riflessione intensa e profonda - in questo periodo sia i ragazzi delle superiori che quelli delle medie hanno fatto tanti sacrifici, soprattutto perché hanno dovuto troncare il loro percorso scolastico magari senza nemmeno poter dare e ricevere un saluto. Ho visto giovani che hanno risposto bene: testa bassa e avanti a lavorare. Anche i più piccolini, che all'inizio hanno visto la didattica a distanza magari come un gioco per rivedersi e parlare un po' insieme, adesso chiedono a qualche professore: "Quando ci rivediamo? Così mi spiega quell'esercizio..."».

Gli insegnanti, le segretarie e tutto il personale della scuola non si sono mai tirati indietro: «Abbiamo insegnanti con più di 60 anni - conclude Ivana - che hanno accettato la sfida della didattica online, l'hanno affrontata e ora la padroneggiano. E poi insegnanti giovani e innovativi, che formano un mix perfetto con quelli più esperti».

Andrea Confalonieri

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