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Salute | 07 luglio 2020, 20:57

Coronavirus e Molina: in 6 mesi sono 140 i pazienti che non ce l'hanno fatta (+26% rispetto all'anno scorso). Ecco com'è andata

Presidente e dg della Fondazione Molina sono stati ascoltati in consiglio comunale: «Non sappiamo quanti pazienti Covid positivi siano arrivati dagli ospedali. Primo focolaio il 15 marzo, siamo riusciti a fare i primi tamponi dal 7 aprile. Errori eventualmente commessi vanno giudicati con le conoscenze odierne, perché prima non le avevamo»

Coronavirus e Molina: in 6 mesi sono 140 i pazienti che non ce l'hanno fatta (+26% rispetto all'anno scorso). Ecco com'è andata

Anche il presidente della Fondazione Molina, Guido Bonoldi, è stato invitato a partecipare alla seduta consiliare che aveva già ospitato, e ascoltato, il direttore generale di Ats Insubria, Lucas Maria Gutierrez (leggi qui).

Prima di relazionare sulla gestione dell'emergenza alla casa di riposo di viale Borri, Bonoldi ha voluto fare una premessa: «La Fondazione Molina è un ente di diritto privato non assoggettabile a controllo pubblico da parte del Comune - ha voluto precisare - Il Comune non esercita, e non può esercitare, un potere di gestione o comunque di influenza sulla Fondazione che risponde ad Ats dell'adempimento delle obbligazioni derivanti dall'accreditamento e che è l'unica a cui spetta esercitare il controllo e la vigilanza sulla sua amministrazione».

CRONISTORIA DELL'EMERGENZA
Il primo focolaio di Covid si è registrato il 15 marzo all'interno del nucleo del padiglione Perelli e nel reparto di Cure Subacute al primo piano dello stesso padiglione. Si trattava di sei pazienti trasportati al Pronto Soccorso per insufficienza respiratoria a cui poi è stato diagnosticato il Covid. 

Da qui sono state messe in atto una serie di azioni per individuare i casi sospetti in assenza di tamponi «che abbiamo iniziato a fare dal 7 aprile tramite un accordo con l'Asst Sette Laghi. Chi aveva sintomi sospetti veniva sottoposto ad un esame del sangue per capire se c'era un'infezione in corso e in caso di positività si eseguiva una radiografia per individuare la presenza di polmonite».

I decessi totali alla Fondazione nel primo semestre 2020 sono stati 140, con un picco nel mese di marzo di 44 ospiti. Lo scorso anno, nello stesso periodo erano stati 111 i decessi totali, l'incremento è quindi del 26% «un numero inferiore rispetto a quello registrato in provincia di Varese tra gli over 65 - ha sottolineato Bonoldi - che è del 46%».

SITUAZIONE ATTUALE
Sono 101 i posti liberi al 30 giugno a cui vanno aggiunti 4 posti di Cure Intermedie e 22 posti di Cure Subacute. Dal primo luglio si è ricominciato ad accogliere nuovi ospiti provenienti dai reparti ospedalieri. Bonoldi ha infine ricordato, nel sottolineare la disponibilità a confrontarsi con il consiglio comunale, che «il Molina è un ente privato, ma rimane un patrimonio di tutti e della città. Chiedo infine di non commentare e giudicare gli errori eventualmente commessi, con le conoscenze che abbiamo adesso - ha concluso -, perché prima non le avevamo. Sarebbe un errore metodologico».

LE DOMANDE DEI CONSIGLIERI
L'attenzione dei consiglieri si è concentrata, per quanto riguarda la gestione dell'emergenza, sulla questione legata all'accoglienza di pazienti esterni alla Fondazione, su indicazione di Regione Lombardia, che però al Molina non è avvenuta. «Posso dire che sono stati però accolti pazienti che provenivano dagli ospedali con diagnosi di polmonite, ma in tempi in cui di diagnosi di Covid non se ne facevano ancora. Questa quindi è una domanda a cui non so rispondere. Le cartelle sono state sequestrate e lasciamo che la magistratura faccia le sue valutazioni». 

Per quanto riguarda invece la situazione finanziaria della Fondazione alle domande ha risposto il direttore generale Vanni Belli: «Fortunatamente abbiamo dei fondi a cui possiamo accedere per superare momenti di emergenza come quello che stiamo vivendo oggi - ha tranquillizzato - Dobbiamo ancora esaminare nel dettaglio la questione legata alla mancanza delle entrate ma negli anni abbiamo raccolto importanti donazioni e crediamo di poter ancora contare sulla generosità di molti».

Valentina Fumagalli

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