/ Economia

Economia | 07 luglio 2020, 12:31

Gli studenti della Liuc "valutano" un nuovo progetto di mobilità sostenibile

La start up torinese Crain Mobility si è rivolta all'ateneo di Castellanza per testare l'idea di mettere insieme strada e rotaia, auto elettriche e alta velocità, per rendere davvero sostenibile il nostro modo di spostarci.

Gli studenti della Liuc "valutano" un nuovo progetto di mobilità sostenibile

 

Una nuova mobilità, che metta insieme strada e rotaia, auto e treno nelle loro declinazioni più avanzate: auto elettrica e alta velocità, per rendere realmente sostenibile il nostro modo di spostarci.

È questa l’idea visionaria che hanno avuto Gianvito Lionetti e Sara Armocida, i founder di Crain Mobility, start – up innovativa nata a Torino. Esiste davvero un mercato per un’iniziativa di questo tipo? Può essere efficacemente compresa dagli utenti? E soprattutto, potrà risultare interessante per i più giovani? A queste domande hanno cercato di rispondere chiedendo aiuto a un’Università e la scelta è caduta sulla LIUC – Università Cattaneo di Castellanza.

Il progetto ha coinvolto in particolare gli studenti di Economia che frequentano il corso di Marketing in inglese della professoressa Chiara Mauri. «Con Crain Mobility - spiega Sara Armocida - l’auto diventa a tutti gli effetti uno scompartimento del treno ed è il treno, da sempre a propulsione elettrica, a ricaricare la batteria dell’auto: un nuovo modo di viaggiare in maniera sostenibile cercando di sopperire alle tante problematiche che ancora oggi limitano la diffusione dell’auto elettrica».

Come racconta Gianvito Lionetti «si tratta di un’integrazione fisica e funzionale auto – treno che non si limita al trasporto dell’auto al seguito ma alla possibilità di raggiungere qualunque destinazione mediante il segmento di viaggio più lungo sull’alta velocità ferroviaria. L’imbarco e lo sbarco della vettura avvengono con i passeggeri ed i bagagli a bordo in maniera totalmente automatica. I nuovi terminali saranno una opportunità di riqualificazione di scali ferroviari dismessi. Si tratta inoltre di un’iniziativa che offre la possibilità di un reale distanziamento sociale, in quanto si può restare sulla propria auto e ciò garantisce, in caso di pandemie, maggiore sicurezza rispetto ad altre soluzioni di mobilità sostenibile».  

A questa start–up innovativa serviva però avere un punto di vista nuovo, e qui entra in gioco la LIUC. Agli studenti è stato presentato il progetto ed è stato chiesto di stimare il potenziale di domanda e il livello del prezzo di entrata anche tenendo conto della concorrenza. I ragazzi hanno lavorato in gruppo e il progetto del team formato da Danae Aguiari, Federica Coletto, Letizia Ferrario, Fiammetta Maspero e Adela Selimovic è stato ritenuto il più aderente alle richieste, il più efficace per testare il customer sentiment.

«In due giorni - raccontano Federica Coletto e Letizia Ferrario - abbiamo elaborato un questionario e lo abbiamo diffuso ai nostri contatti, sia in Italia che all’estero, puntando molto sulle tante relazioni costruite durante i periodi trascorsi in Erasmus o in Exchange. Utilizzando i social network e Whatsapp siamo riusciti a raccogliere in 10 giorni circa 190 questionari compilati da persone di oltre 30 Paesi in tutto il mondo. Ne è risultato un livello significativo di market share globale che si riferisce a potenziali clienti regolari e non solamente occasionali».  

Le domande poste dalle studentesse hanno permesso di stimare il potenziale di domanda e di individuare possibili strategie di ingresso, come la creazione di un sistema di abbonamenti e incentivi legati alle miglia percorse. Inoltre, i dati raccolti tramite il questionario sono stati incrociati con altri dati secondari attinti alle banche statistiche della biblioteca LIUC disponibili online e relativi alla lunghezza e alla distribuzione della rete europea dell’alta velocità, ai concorrenti, alle regolamentazioni e agli incentivi di supporto economico da parte delle istituzioni di vari Paesi.  

«I nostri studenti – racconta la professoressa Chiara Mauri – sono abituati a lavorare su casi aziendali, ma in questo caso si è trattato di un’iniziativa davvero speciale perché legata alla precisa esigenza di un’impresa, tra l’altro una realtà innovativa che si occupa di un tema di grandissima attualità come la mobilità sostenibile. Inoltre, il gradimento dei committenti è stato altissimo, così come lo stupore per un lavoro di così alto livello realizzato a distanza da studenti del triennio».  

Il progetto Crain Mobility continua il suo iter per diventare al più presto una realtà concreta nel panorama della mobilità italiana ed europea e continua anche la collaborazione con la LIUC: le studentesse del team dopo la presentazione del loro lavoro hanno già in programma ulteriori incontri con i founder del progetto per approfondirne alcuni aspetti e in vista degli sviluppi futuri ipotizzare una vera e propria collaborazione.

 

Redazione

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore