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In Breve

| 29 giugno 2020, 07:50

Alex Zanardi ha spinto queste carrozzine a dare e a riprendersi tutto. Quello che deve fare anche lui

Roberto Bof racconta la corsa più difficile nel nome di capitan Alex. «Ci hai insegnato la regola dei 5 secondi: quando in una gara ti accorgi di avere dato tutto, ma proprio tutto, tieni duro ancora cinque secondi, perché è lì che gli altri non ce la fanno più. Ora devi farlo tu»

Alex Zanardi ha spinto queste carrozzine a dare e a riprendersi tutto. Quello che deve fare anche lui

Il nostro Roberto Bof ha scritto un articolo magnifico sull'arrivo a Santa Maria di Leuca di corridori ed handbikers di "Obiettivo tricolore", privi purtroppo del loro capitano Alex Zanardi, per handicapire.it. Ve lo proponiamo. 

Il testimone di “Obiettivo Tricolore” non s’è fermato, arrivando a Santa Maria di Leuca portato con il sorriso e l’entusiasmo dei protagonisti spinti prima sulla strada e poi virtualmente dal capitano del progetto “Obiettivo 3” Alex Zanardi che li ha voluti al suo fianco per distribuire all’Italia intera la passione e l’esempio che caratterizza gli atleti paralimpici.

Ma corridori ed handbikers in maglia biancoblù, insieme ai tanti che li hanno accompagnati partendo da Lombardia, Piemonte e Trentino Alto Adige, hanno insegnato qualcosa in più. Nessuno di loro, con in testa “il grande vecio” Pierino Dainese, ha avuto dubbi su come esser vicini a Zanardi impegnato nella seconda difficile prova che la vita gli ha riservato. Semplicemente perché per molti di loro Alex è stato ed è lo stimolo per riprendersi una vita sfuggita di mano e poi ripresa. Chi per vincere, chi per divertirsi, chi molto più semplicemente per ricominciare a vivere con il sorriso accarezzato dal vento. 

«Questi ragazzi – le parole di Pierino Dainese sul sito obiettivo3.com – hanno fatto propria la lezione di Alex, dimostrando come la disabilità sia una caratteristica e non certo un limite». 

Asciugato il sudore, la squadra di Obiettivo 3 si stringe ora intorno al suo capitano, addormentato in un letto del Policlinico di Siena, donandogli, insieme all’Italia intera, l’energia per la regola, la sua regola, dei 5 secondi: «Quando in una gara ti accorgi di avere dato tutto, ma proprio tutto, tieni duro ancora cinque secondi, perché è lì che gli altri non ce la fanno più». Appunto Alex, gli altri, non tu.

Roberto Bof

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