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Varese | 26 giugno 2020, 16:35

L'olmo "ferito" ai Giardini fa arrabbiare Zanzi: «Alberi pericolosi? Meglio dire uomini pericolosi»

Durante i lavori per la tensostruttura dell'estate varesina, sono state danneggiate le radici di un albero dal grande valore botanico. Il vicesindaco non ci sta: «Sopravvissuto alle più tremende pandemie, forse sarà abbattuto per instabilità. Se vi tagliassero i piedi riuscireste a stare su?»

L'olmo "ferito" ai Giardini fa arrabbiare Zanzi: «Alberi pericolosi? Meglio dire uomini pericolosi»

Un olmo "ferito" ai Giardini Estensi: il vicesindaco Daniele Zanzi interviene e chiede più attenzione al patrimonio verde di Varese. Tutto parte dai lavori che sono in corso in questi giorni nel parco cittadino per l'allestimento della tensostruttura che ospiterà Esterno Notte e le manifestazioni dell'estate varesina. Durante i lavori le radici di un olmo «dal grande valore botanico», secondo quanto riferito dal vicesindaco, sono state danneggiate.

«Bisognerebbe avere cento occhi. Alberi pericolosi? Meglio sarebbe dire uomini pericolosi - polemizza Zanzi - Il danno è ormai fatto e l'olmo, ultimo dei mohicani, sopravvissuto alle più tremende pandemie, forse sarà abbattuto per instabilità. Ma se vi tagliassero i piedi riuscireste a stare in piedi?».

Raggiunto telefonicamente, Zanzi ha aggiunto che l'albero danneggiato è una pianta di pregio: «A Varese ce ne sono altre due, una a Villa Mozzoni e una nel parco del Molina. Quando si fanno interventi del genere bisognerebbe prevedere la presenza di un tecnico agronomo che supervisioni i lavori, una figura che il Comune ha già in organico».

Ecco l'intervento di Zanzi.

Bisognerebbe avere cento occhi: non è che sia contrario a manifestazioni culturali all'interno dei parchi storici, come i nostri Giardini Estensi, anzi, se di qualità aiutano a fare vivere questi spazi.
Ma con le dovute cautele ed attenzioni, che spesso latitano: se per posizionare temporanee pesanti tensostrutture si va a costipare il terreno o a rovinare i sottoservizi e poi per riparare si va a tagliare, a rompere radici di alberi secolari già fragili, non lamentiamoci se tra tre-quattro anni cadranno in testa a qualcuno.
Il tragico è che questo olmo, sopravvissuto alla pandemia della grafiosi, con indubbi problemi statici, è stato sottoposto a prove di trazione SIM per valutarne la stabilità e nello stesso pomeriggio sono state tagliate in modo brutale le radici per riparare a danni causati dal montaggio della tensostruttura.
Alberi pericolosi? Meglio sarebbe dire uomini pericolosi.
Ripeto: bisognerebbe avere cento occhi, ma il danno è ormai fatto e l'olmo, ultimo dei mohicani, sopravvissuto alle più tremende pandemie, forse sarà abbattuto per instabilità. Ma se vi tagliassero i piedi riuscireste a stare in piedi?
Daniele Zanzi
Vicesindaco di Varese

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