«Permettono di vendere biglietti aerei di voli che forse non partiranno mai, però impediscono da un giorno all'altro di portare a bordo il trolley: non dovrebbe esserci più rispetto per noi viaggiatori?»: è la domanda che un nostro lettore si pone e ci pone commentando il divieto in vigore da oggi e le segnalazioni di biglietti venduti per voli previsti dall'aeroporto di Linate dopo il 14 luglio, aeroporto chiuso che, con tutta probabilità, continuerà ad esserlo.
«Da oggi solo in Italia è vietato il bagaglio a mano a bordo degli aerei - sottolinea il nostro lettore - per il contenimento del Coronavirus ma si continuano a vendere biglietti per voli in partenza e in arrivo da Linate anche dopo il 14 luglio, anche se l'aeroporto è stato chiuso per il volume troppo basso di passeggeri, che in questo momento Malpensa riesce a contenere benissimo, e nonostante la Sea abbia già fatto trapelare che la chiusura con tutta probabilità continuerà ancora a lungo».
La conclusione finale della lettera giunta in redazione pare legittima: «Ho letto anche su VareseNoi di alcuni biglietti acquistati per un volo da Linate su Creta di Alitalia previsto per agosto che probabilmente non partirà mai (leggi QUI), e continuo a leggere di come la compagnia di bandiera venda biglietti di voli in partenza da un aeroporto che resterà probabilmente chiuso e che non sarà tenuta a rimborsare se non spostando il volo nel momento in cui lo scalo riaprirà.
Anche il Sole24Ore scrive: "Ai passeggeri la compagnia potrà dare dei voucher da usare per voli futuri, visto che il governo non la obbliga a rimborsare i voli, come prevedono invece i regolamenti europei".
Oltre a domandarmi e domandarvi perché mai si devono vendere biglietti di un aeroporto chiuso, mi chiedo e vi chiedo anche se è giusto che da oggi non sia più consentito l'imbarco di trolley e borse nelle cappelliere di tutti gli aerei in arrivo o in partenza dall'Italia (sarà consentito tenere gli effetti personali in uno zaino o in una piccola borsa sotto il sedile, i trolley dovranno andare in stiva)?
Prendere queste decisioni da un giorno all'altro e comunicarle in fretta e furia, venendo a sapere all'improvviso dai giornali quanto deciso dall'Enac (l'Ente nazionale per l’aviazione civile), denota per caso rispetto e sensibilità nei confronti dei cittadini e dei viaggiatori?».