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Calcio | 24 giugno 2020, 08:24

CALCIO, LA PROPOSTA. «Varese merita subito la serie D, un progetto, lo stadio e l'allenatore giusto: Giuliano Melosi»

Francesco Montaperto, imprenditore finanziario, è il portavoce di un gruppo di persone che vorrebbe portare al Franco Ossola la serie D e un titolo sportivo (non c'entra il Busto 81): «Se il Monza è in B e il Como in C, Varese non può restare indietro. Vediamo che reazione hanno città e politica di fronte a questa possibilità»

CALCIO, LA PROPOSTA. «Varese merita subito la serie D, un progetto, lo stadio e l'allenatore giusto: Giuliano Melosi»

«Vorremmo portare il calcio in una città che merita di avere il calcio. Che è arrivata a giocarsi lo spareggio per salire in serie A con la Sampdoria e poi, incomprensibilmente, è piano piano scomparsa. Che ha portato seimila persone allo stadio per la promozione dall'Eccellenza alla serie D e che, al di là di tutti e tutto, merita di ripartire almeno da lì»: a farsi avanti per raccontare l'obiettivo di un gruppo di imprenditori a cui piacerebbe riportare una squadra allo stadio Franco Ossola «almeno in D» è Francesco Montaperto, imprenditore nel campo assicurativo-finanziario attivo anche nel sociale che si fa portavoce di una nuova possibilità per la città di Varese.

«Rappresento un gruppo di imprenditori che, al 90%, vivono già di calcio - dice - e che pensano a Varese come il posto ideale per avere un progetto serio a lungo termine. La mia idea, e quella delle persone che rappresento, si è rinforzata parlando con un uomo come Giuliano Melosi che, da ex giocatore e allenatore del Varese, ci ha contagiato con un po' del suo fuoco biancorosso. Partiremmo proprio da lui come guida tecnica della squadra perché è persona di valore e ottimo professionista che partecipa anche ad eventi benefici della nostra Associazione Medici Brianza e Milano Onlus».

«Non avremmo problemi a costruire una squadra perché nel nostro gruppo sono presenti imprenditori e uomini di calcio con contatti dalla A alla C - prosegue Montaperto - Vi parlo per capire quale reazione può esserci a Varese di fronte a questa possibilità, senza voler entrare in questioni cittadine o calcistiche con club già presenti. Noi vorremmo provarci proprio qui, dove c'è fame e c'è uno stadio da riportare alla vita: quando mi dicono che è aperto un solo settore dove fino quattro anni fa c'erano migliaia di spettatori, stento a crederci. Poi, se a Varese siamo arrivati a questo punto, ci devono anche essere state problematiche precise che solo Varese possiede».

«Vorrei smuovere un po' le acque, stuzzicare l'orgoglio della città e della tifoseria ma anche delle forze politiche perché Varese merita una squadra di calcio almeno a certi livelli e non devo essere io a dirlo» aggiunge Montaperto.

Chi sono gli imprenditori in questione?
In questo momento i loro nomi restano riservati: lavorano nel mondo del calcio, sono di regioni diverse, qualcuno arriva dal Sud e qualcun altro dal Nord. Qualcuno anche dalla Svizzera. Io li rappresento, da 22 anni lavoro in Lombardia, a Monza e in Brianza, e mi è stato dato l'onere e l'onore di portare avanti il progetto Varese con discrezione, umiltà e senza alcuna velleità di voler illudere chissà chi. Siamo qui, vediamo se succede qualcosa.

Perché uscire allo scoperto?
Per capire cosa vogliono fare del calcio a Varese. Sento tutti i giorni una persona molto vicina all'ambiente biancorosso e Melosi mi ha raccontato tante cose: abbiamo avuto contatti con il Fano e con il Livorno, ma da un mesetto pensiamo al Varese.

Serve un titolo sportivo: ce l'avete?

Abbiamo parlato con chi ne ha uno e ci darebbe la possibilità di partire dalla serie D: iniziare più in basso, per chi viene a investire nel calcio in questa città e nella sua storia, non ha senso e non ci interessa. 

Si tratta del Busto 81?

No, a quanto risulta sono intenzionati a proseguire per la loro strada e il titolo non è trasferibile. Abbiamo parlato con un'altra società di serie D della provincia o nel raggio di venti chilometri, come prevedono le norme per lo spostamento del titolo sportivo.

Avete già incontrato il sindaco o l'assessore allo Sport?
Non ancora: ci presenteremo quando tutto è chiaro. La persona che ama il Varese e con cui stiamo parlando ci sta consigliando di fare uno step alla volta. Dal sindaco andremo con persone che hanno i requisiti che a lui interessano sia per la squadra che per avere un progetto pluriennale, sia per il vivaio che per lo stadio, imprescindibile da ogni discorso perché non puoi fare calcio a certi livelli se non hai un impianto dove giocare.

Ci sono altre persone di cui ci può fare il nome legate al progetto?
Ci piacerebbe avere Daniele Mandelli come preparatore dei portieri: è fratello di Davide che ha giocato anche a Varese nel 1999/2000.

Esiste una squadra biancorossa promossa in Seconda Categoria che si chiama Città di Varese: come vi ponete nei loro confronti?
Rispettiamo tutti quelli che amano Varese e il Varese ma se il Monza è in serie B e il Como in C (ma anche il Renate lo è...), da un punto di vista imprenditoriale e calcistico non ha senso puntare su questa città in una categoria inferiore alla D. La categoria in cui giochi deve rispettare la città e la sua storia.

Le ribadiamo: perché non fare i nomi?
Perché vogliamo essere ricevuti in Comune prima di tutto per il tipo di progetto che abbiamo. Se non si porta un'idea pluriennale per fare calcio a Varese, il calcio a Varese non si farà più.

Avete fissato delle tempistiche?
Capiamo che riscontro può dare la città iniziando a dare una scossa: il tempo stringe per mettere in piedi staff, giocatori e vivaio. Entro settimana prossima si fa qualcosa o non si fa nulla perché aspettare il termine del 20 luglio per spostamenti o fusioni non ha senso.

Avete rapporti con la politica?
Se a Varese serve uno stadio agibile e polifunzionale, la politica conta. Se hai progettualità, nel progetto non può non esserci la struttura.

Chi è Francesco Montaperto?
Un appassionato di calcio che nella vita si occupa di tutt'altro: lavoro nell'ambiente degli investimenti finanziari e immobiliari. Ho una onlus che aiuta gli ospedali della Brianza e di Milano con iniziative benefiche che coinvolgono medici, ex calciatori e politici. 

Può farci un altro nome, magari di uno sponsor coinvolto in questo tentativo?
Guardate la maglia del Sion: ecco, quello è il nome che posso fare.

Nb: sulle maglie della squadra svizzera del vulcanico presidente Christian Constantin allenata da Paolo Tramezzani lo sponsor ufficiale è Capital Markets Consulting, broker di servizi finanziari, e quello tecnico Macron.


  

A.C.

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