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Busto | 23 giugno 2020, 19:04

Tavolini, ombrelloni e un rimorchio in piazza San Giovanni: interviene la polizia locale

Le verifiche ad un locale pubblico situato nei pressi della piazza di Busto hanno portato alla luce mancanze nella documentazione inoltrata al Comune e la rimozione di una struttura mobile, un rimorchio targato, non ammissibile tra gli elementi di arredo urbano.

Tavolini, ombrelloni e un rimorchio in piazza San Giovanni: interviene la polizia locale

 

Lo Sportello Unico Attività Produttive  ha provveduto alla verifica delle modalità con cui un esercizio pubblico limitrofo a piazza san Giovanni a Busto Arsizio ha occupato in questi giorni la piazza con tavolini, sedie, ombrelloni e una struttura mobile.

Per sostenere il tessuto economico della città e supportare la ripresa, l’amministrazione comunale aveva deciso non solo la sospensione del pagamento della TOSAP, ma aveva anche concesso la possibilità di ampliare la superficie già concessa in modo da permettere la presenza di tavolini, distanziati, pari quelli già autorizzati. E’ stata data anche la possibilità di presentare nuove richieste di occupazione per una superficie massima pari a quella necessaria per consentire la presenza di un numero di tavoli uguale ai quello dei tavoli presenti all'interno dell'esercizio  prima dell’epidemia.  

La procedura è stata molto snellita dal punto di vista burocratico ed esentata dai costi previsti dalla procedura ordinaria: nel caso di utilizzo degli spazi adiacenti al locale è stata infatti offerta la possibilità di procedere all'occupazione immediatamente dopo la presentazione di una comunicazione al SUAP, accompagnata da una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. Questa opportunità  è stata colta da moltissimi locali: sono ormai oltre cento gli esercenti che hanno presentato la comunicazione e contribuito a cambiare, con i loro allestimenti, il volto della città.  

In queste ore, il Suap ha verificato alcune irregolarità da parte del gestore del locale di piazza san Giovanni: in particolare, la documentazione inoltrata è stata ritenuta incompleta perché mancante della dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà con la quale era necessario dichiarare il rispetto del Regolamento Tosap (nella fattispecie all’ art. 12 che definisce nel dettaglio gli arredi previsti) e l’impegno a sanare entro due giorni eventuali irregolarità, pena la revoca dell’occupazione.  

Ieri, durante un sopralluogo della Polizia Locale, è stata inoltre riscontrata, oltre all’occupazione di suolo pubblico costituita da tavoli, sedie e ombrelloni, anche la presenza di una struttura mobile (un rimorchio targato), non compresa tra gli elementi di arredo urbano ammessi e consentiti dalle linee applicative della deliberazione di Giunta. L’ufficio ha quindi richiesto l’integrazione della comunicazione e la rimozione immediata della struttura mobile non solo perchè non ammissibile, ma anche  in vista della festa patronale di domani, giornata in cui si svolgerà proprio in basilica san Giovanni la messa solenne dedicata al patrono.       

«Il cambiamento in atto a favore dei pubblici esercizi della nostra città, avviato con l’intento  di supportarne le attività a fronte delle restrizioni legate alla pandemia, ma che contemporaneamente sta regalando anche un nuovo volto a Busto, presuppone comunque il rispetto di alcuni parametri stabiliti nell’interesse di un’evoluzione armoniosa e gradevole, finalizzata alla massima vivibilità dei nostri spazi aperti – commentano il sindaco Emanuele Antonelli e la vicesindaco e assessore allo Sviluppo del territorio Manuela Maffioli - l'amministrazione comunale ha il dovere e il diritto di vigilare che tutti si attengano a queste disposizioni e di intervenire qualora questo non avvenga, come nel caso del pubblico esercizio di piazza san Giovanni».

 

Redazione

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