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Salute | 22 giugno 2020, 13:12

Coronavirus, lo screening continua: 400 test sierologici al giorno per fermare i contagi

Il sistema di screening sulla popolazione messo a punto da Ats è stato presentato questa mattina. Monti: «Adesso bisogna potenziare e governare meglio la medicina del territori»

Coronavirus, lo screening continua: 400 test sierologici al giorno per fermare i contagi

Un sistema informatizzato ad hoc per la gestione dell'emergenza, che permette di individuare i casi positivi di Coronavirus ancora presenti sul territorio in 24 ore, di isolarli, e far partire il protocollo per tutti i contatti più stretti.

La campagna di screening avviata da Ats è un modello di efficienza che può contare anche su personale «operativo anche oltre l'orario di ufficio, per dare risposte veloci alla popolazione – spiega Marco Magrini, a capo del comitato tecnico di sorveglianza – Stiamo lavorando velocemente per eseguire nel più breve tempo possibile gli oltre 18 mila test sul primo campione di popolazione individuato».

Il sistema, semplificando, funziona così: nelle sedi di Ats si raccolgono le prenotazioni dei soggetti che devono sottoporsi al prelievo, si prepara la modulistica per chi poi fisicamente li esegue (gli infermieri dell'Asst Sette Laghi nella sede della Cri di via Dunant), si mandano in laboratorio a Brescia per essere processati e in 24 ore arrivano i risultati. A questo punto si dà la precedenza ai test sierologici risultati positivi, si avvisa il paziente che nelle 24 ore successive verrà sottoposto al tampone e ricostruito il giro di contatti più stretti da sottoporre ai test. I soggetti negativi ricevono, sempre a stretto giro, una mail con il risultato che in copia viene inviata anche ai loro medici di base.

Ogni giorno nella sede della Croce Rossa si eseguono fino a 300 test sierologici ma l'obiettivo è arrivare a 400. «Stiamo cercando di essere sempre più vicini al cittadino – ha spiegato il direttore generale di Ats Insubria, Lucas Maria Gutierrez -, cominciando dalle categorie fragili che hanno avuto bisogno di noi per accelerare le procedure necessarie per accedere ai servizi dedicati ai disabili». Per accedere alla comunità bisogna aver fatto due test a distanza di 14 giorni, avendo rispettato l'isolamento sociale tra un test e l'altro. Lo stesso vale per gli anziani che devono rientrare nelle Rsa.

Il meccanismo messo a punto da Ats funziona: «C'è grande capacità organizzativa e i numeri sono buoni. E' il frutto di un lavoro di vigilanza sul territorio – ha commentato il consigliere regionale Emanuele Monti – Quello che dobbiamo andare a potenziare adesso è il sistema di medicina del territorio, un'alleanza importantissima alla base di questo sistema e che va ridisegnata».

Valentina Fumagalli

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