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Territorio | 18 giugno 2020, 15:03

Ancora scintille a Gavirate tra minoranza e maggioranza sulla manutenzione del territorio

Nuovo attacco di Francesco Cassani (Gavirate Civica): «Sono bastati 20 minuti di pioggia per far esondare un altro torrente, il Comune spreca soldi e non fa manutenzioni dei corsi d'acqua». La replica del sindaco Alberio: «Si informi meglio prima di fare le solite pessime figure».

Ancora scintille a Gavirate tra minoranza e maggioranza sulla manutenzione del territorio

Nuova polemica a Gavirate tra il gruppo di minoranza Gavirate Civica e la maggioranza del sindaco Silvana Alberio.

Ancora una volta e tenere banco è la manutenzione dei tanti corsi d'acqua presenti sul territorio comunale. 

Di seguito il comunicato integrale del gruppo di opposizione firmato dal capogruppo Francesco Cassani:

«Sono bastati 20 minuti di pioggia battente perché il Rio Freddo il 15 giugno sera esondasse allagando la nord lacuale all'incrocio tra via Preia e via Calcinate a Groppello. E pensare che una settimana fa avevamo avvisato a mezzo stampa le autorità comunali del pericolo incombente. Nessuno ci ha dato retta ed il prevedibile è successo. Nel 2016 la situazione di pericolo era stata certificata dal responsabile dell’Ufficio Tecnico. Da quel dì nessun intervento. Voto 7+ al geometra dell’UTC che con competenza ha segnalato  al suo capo il pericolo. Voto 2- al responsabile UTC  ed al Vicesindaco Parola Massimo che era presente al sopralluogo con il geometra. Il geometra non aveva poteri decisionali mentre il Vicesindaco ed il capo UTC li avevano ed hanno il potere di decidere. Di fatto hanno deciso in modo colpevolmente errato. L’acqua ha invaso prima la SP1 , ha dissestato una strada privata, ha inondato due abitazioni, ha distrutto degli orti ed infine è arrivata al lago. Chi pagherà i danni? Il mattino successivo i residenti della zona si sono rimboccati le maniche e senza tanti piagnistei hanno ripulito il letto del torrente ostruito da cumuli di macerie. Complimenti  ai residenti e non al comune. La stessa cosa è accaduta ad Armino, Pozzuolo e Fignano quando  il 7 giugno il Riale ha fatto esplodere i tubi dove era stato incanalato nel primo dopoguerra. La causa è la stessa : mancanza di manutenzione nella pulizia del reticolo minore che è per Legge Regionale di competenza comunale. Nel caso del Riale in via Sorgenti  la situazione è stata peggiorata dalla rimozione, qualche anno fa, pensiamo per disposizione dell’ UTC, di una griglia che dalla costruzione del tubo impediva l’intasamento del tubo stesso da massi, ghiaia, ramaglie , ecc.. Non sappiamo di preciso chi lo abbia fatto, ma potrebbe saperne qualche cosa di più l’Assessore ai lavori pubblici architetto Brunella che risiede a pochi metri dall’imbocco del tubo. Il Riale parte da via Sorgenti, passa piazza San Carlo, imbocca la via Volta, scende in via Manzoni, passa sotto la ferrovia, attraversa viale Verbano, imbocca via Moncucco, poi la via Mentana, poi imbocca via Marconi a fianco dell’oratorio, passa a fianco dell’UNES e poi imbocca la via Lido per sfociare nel lago nei pressi della ex canottieri. Speriamo che altri possibili intasamenti non creino ulteriori danni. Il Vicesindaco Parola quantifica i danni in 800.000 euro e si straccia le vesti per l’entità della spesa. Non si capisce se nella cifra citata siano compresi anche i gravissimi danni subiti dai privati. Pensiamo che la cifra citata non possa spaventare un’amministrazione così prodiga in spese come si evince dalle determine dell’UTC. Ad esempio il comune non ha esitato a spendere circa due anni fa circa 200.000 euro per costruire un edificio al lido di Gavirate al posto delle vecchie docce. In questi giorni dopo anni di abbandono sono ripresi i lavori di completamento dell’edificio dopo ben due anni. Dalle Determine UTC  697 , 693 ,748, 704 si evince che alla cifra precedente di 200.000 euro si dovranno aggiungere altri 150/160.000 euro per un totale di oltre 350.000 euro. Il bello è che a pochi metri sta marcendo una proprietà comunale che fino a poco tempo fa era utilizzata come ristorante. Qualche amministratore potrebbe spiegare ai cittadini l’utilità di questa nuova costruzione? Che dire poi dell’incarico dato ad un idraulico gaviratese per la climatizzazione dell’ex sala di udienza della pretura, trasformata in sala di esposizione per una cifra rilevante? Era indispensabile? E che dire della spesa per  la pista di Atletica? Di fronte a tali cifre sicuramente 800.000 euro di soldi pubblici dovrebbero essere una bazzecola per questi amministratori. Se bastano!!! Bello farsi grandi con i soldi dei contribuenti. Peccato che si siano persi su cifre modeste, non onorando la convenzione firmata circa un anno fa  tra la Bernacchi ed il Comune. Quando il comune verserà i 15.000 euro dovuti? A nostro giudizio è una spesa urgente e necessaria. Gli impegni vanno onorati soprattutto nei confronti delle fondazioni benefiche. Chiediamo che l’amministrazione spenda oculatamente i soldi pubblici per il benessere e la sicurezza dei cittadini. Come vecchio medico ricordo la massima: prevenire è meglio che curare».

A replicare altrettanto duramente è il sindaco di Gavirate Silvana Alberio:

«Prima di parlare bisognerebbe essere informati per evitare pessime figure già rimediate nel recente passato dal consigliere Cassani che aveva pontificato sulla precedente esondazione - dichiara la Alberio - il riale in questione non è quello da lui indicato così come non esiste il Rio Freddo ma semmai il Valfredda che non ha problemi di incuria ma che è esondato a causa della caduta di un albero che ne ha fatto tracimare le acque. Il reticolo minore è passato da qualche anno ai Comuni da Comunità Montana e negli anni sono stati investiti 300 mila euro di interventi mirati di messa in sicurezza. Quanto alla casa di riposo, ricordo all'opposizione che per dare seguito alla convenzione la Fondazione deve presentare il progetto di riqualificazione, cosa che non è ancora avvenuta. Si tratta davvero di polemiche sterili costruite su eventi catastrofici che non penso sia il compito di un consigliere comunale. Da medico ricordo a Cassano che qualche volta è necessario anche curare e non solo prevenire». 

 

M. Fon.

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