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Salute | 18 giugno 2020, 18:20

Coronavirus, Ats Insubria: «Stesso impegno a Como e Varese». Ecco tutti i dati della situazione sui due territori

Il direttore Lucas Maria Gutierrez risponde alla "Provincia di Como" con alcune tabelle con tutti i dati sugli interventi nelle due province: ecco i tamponi totali eseguiti sul territorio e i positivi, quelli su tutti gli ospiti delle Rsa e i numeri totali di positivi, guariti e deceduti in rapporto alla popolazione residente

Coronavirus, Ats Insubria: «Stesso impegno a Como e Varese». Ecco tutti i dati della situazione sui due territori

Il direttore di ATS Insubria, Lucas Maria Gutierrez, risponde pubblicamente al direttore de "La Provincia di Como", Diego Minonzio, dopo alcuni articoli del quotidiano comasco sulla presunta differenza di trattamento tra le due province fornendo alcune interessanti tabelle con tutti i dati della situazione divisi tra provincia di Como e Varese. Ve la proponiamo (le tabelle con i dati sono visibili anche nella galleria in fondo all'articolo).

La lettera di Lucas Maria Gutierrez, direttore ATS Insubria. 

In relazione agli articoli apparsi sul Suo Giornale in questi ultimi giorni, “ATS e Covid, lo scandalo tamponi. I malati comaschi abbandonati”, “Storie e dati per raccontare un disastro”, “Bomba Covid nelle case di riposo: «Dall'ATS non arrivano tamponi»". “I morti alla Croce di Malta. Scontro tra sindacati e ATS”, ritengo opportuno offrire ai Lettori alcune utili precisazioni.

ATS Insubria ha operato con il medesimo impegno e con le stesse modalità in entrambe le province di Como e Varese, non facendo alcuna distinzione, ma considerando il territorio nel suo complesso e con pari importanza. Proprio per questo, ha ritenuto opportuno offrire una lettura dei dati della situazione epidemiologica unitaria, scegliendo di dare priorità ai servizi per i cittadini piuttosto che impiegare le risorse umane a disposizione per ottemperare ad elaborazioni statistiche complesse e non funzionali all’immediata operatività, rimandando analisi più dettagliate ad un successivo momento.

L’impegno messo in campo per gestire al meglio la pandemia, che ha rappresentato per tutti un evento straordinario, sono state al massimo delle possibilità e delle forze. E’ bene ricordare che l’Agenzia ha dato prontamente attuazione a tutte le disposizioni che i livelli di governo superiore hanno definito.

Si registra che la diffusione del contagio nel territorio dell’Insubria è la più bassa della regione. 

Viene affermato che ATS Insubria non abbia fornito dati, numeri ed informazioni rispetto all’emergenza Covid, nonostante le reiterate richieste da parte dei suoi collaboratori. Al riguardo occorre ricordare che l’Agenzia monitora alcuni indicatori che risultano rilevanti e funzionali all’attività istituzionale dell’Ente e che informa attraverso report stampa periodici e i canali di comunicazione a disposizione, tra cui il sito web e i social network, andando ad integrare una comunicazione che Regione Lombardia attua ampiamente e quotidianamente sulla base anche delle rendicontazioni fornite dalle ATS.

Richieste di dati, come quelle da Loro proposte, in cui si chiede giorno per giorno, comune per comune, struttura per struttura un aggiornamento della situazione epidemiologica risultano particolarmente gravose nell’elaborazione.

Si segnala, poi, che la modalità con cui è stata formulata la richiesta, indirizzandola per conoscenza ad alcuni esponenti politici, pone alcuni dubbi sul reale interesse e sulle finalità sottese a tale istanza. A ciò si aggiunge che istanze con le più svariate impostazioni sono state formulate da numerosi altri soggetti.

Anche se si riconosce un potenziale interesse, corre l’obbligo sottolineare che per poter dar seguito a tali riscontri sarebbe stato inevitabile distogliere tempo prezioso ai vari servizi dell’Agenzia in un momento particolarmente delicato, nel quale era, ed è tutt’ora, necessario invece il contributo di tutti.

La scelta di ATS Insubria è stata obbligatoriamente un’altra: indirizzare tutti gli sforzi per fornire agli attori coinvolti nella gestione dell’emergenza gli strumenti per poter svolgere efficacemente il proprio ruolo istituzionale. A tale proposito, è stato ideato il portale EmerCovid per condividere le informazioni con Sindaci e Prefetture che, secondo competenza, possono conoscere i soggetti positivi, guariti, deceduti, in sorveglianza, differenziando i domiciliati in strutture di comunità dal resto dei cittadini, così da facilitare sia servizi di assistenza da parte dei Centri Operativi Comunali sia le verifiche da parte delle Forze dell’Ordine.

Viene affermato che ATS Insubria abbia abbandonato i cittadini comaschi lasciandoli senza tamponi e senza assistenza sanitaria e che ciò abbia avuto conseguenze sulla diffusione dell’epidemia. Da un’analisi puntuale dei dati sull’attività che l’Agenzia porta avanti con le medesime modalità per l’intero territorio di afferenza, si evidenzia alla data del 12 giugno 2020 la seguente situazione per Como e Varese.

Si segnala che il tasso di incidenza di Regione Lombardia è 9,10. Le province di Como e Varese sono, con Monza e Brianza, quelle dove l’epidemia ha avuto una minor diffusione rispetto all’intera regione

L’attività di accertamento diagnostico con l’esecuzione del tampone presenta la seguente situazione:




In rapporto alla popolazione residente sono stati eseguiti più tamponi a Como rispetto a Varese (39,8 persone testate ogni 1.000 abitanti a Como contro le 34,5 di Varese). Si segnala che il tasso di tamponi eseguiti ogni mille abitanti in Regione Lombardia è pari a 53. Tale dato, per una corretta interpretazione, deve necessariamente essere raffrontato con il tasso di incidenza dell’epidemia che in ATS è del 43% inferiore a quello della Lombardia. Invece, il tasso di persone tamponate è inferiore del 30%.

Alla luce di tale considerazione, in ATS Insubria vengono eseguiti un numero maggiore di tamponi in relazioni ai casi registrati, rispetto al valore di Regione Lombardia. Si ricorda che l’attività di tamponatura effettuata da ATS Insubria ha sempre seguito le linee guida ministeriali e le direttive di Regione Lombardia che, con l’evolversi dell’epidemia, sono state aggiornate e modificate.

In Regione Lombardia non è stato dato avvio ad uno screening di massa, ma il tampone ha avuto un utilizzo in sede diagnostica. Va sottolineato che, nella fase iniziale dell’emergenza, Regione Lombardia ha ripartito la disponibilità dei laboratori, dei tamponi e dei reagenti, che come noto erano limitate, in modo difforme, dando priorità alle zone più colpite.

ATS Insubria, proprio in virtù dei numeri esigui di diffusione del contagio, ha potuto contare su slot molto limitati. Una volta acquisita da Regione Lombardia una maggiore disponibilità con l’accreditamento di nuovi laboratori, si è incrementato il numero di tamponi settimanali, evadendo rapidamente tutte le richieste.
Si segnala che ATS Insubria ha istituito le seguenti postazioni per l’esecuzione dei tamponi:




I medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta hanno la possibilità di prenotare direttamente l’appuntamento per l’esecuzione dei tamponi per i loro assistiti attraverso un portale messo a disposizione da ATS Insubria. Per quanto riguarda l’assistenza sanitaria al domicilio si ricorda che le USCA, Unità Speciali di Continuità Assistenziale, sono state istituite con DGR del 23 marzo 2020, n. XI/2986, e sul territorio dell’Insubria sono state attivate progressivamente a partire dal 2 aprile 2020. Sono operative a Busto Arsizio, Saronno, Gallarate, Varese, Como, Erba, Cantù/Fino Mornasco. Il personale impiegato è di 46 medici in servizio, due per turno per ogni USCA. Intervengono su richiesta del medico curante al domicilio dei pazienti COVID positivi anziani, con sintomi respiratori e presenza di comorbilità, e al domicilio di pazienti con sintomi respiratori, anche modesti, e febbre persistente o presenza di dispnea anche senza una positività al COVID-19, per un monitoraggio continuo dei parametri cardiocircolatori e respiratori, che vengono regolarmente condivisi con il medico di famiglia.

Alla data del 15/06/2020 sono stati richiesti ed effettuati i seguenti interventi. 



Non risultano richieste inevase.

Viene affermato che ATS Insubria abbia “rispedito al mittente ogni richiesta di tampone” e ciò abbia causato la diffusione del covid nelle case di riposo. Al riguardo si precisa che le RSA sono strutture private con una propria direzione sanitaria e che il tampone rappresenta, al pari di altri indagini cliniche, uno strumento di diagnosi a disposizione del referente sanitario qualora ravvisi la necessità di approfondimenti. Al riguardo si rinvia a quanto riportato dalla Circolare del Ministero della Salute del 3 aprile 2020, che costituisce tutt’ora la cornice normativa di riferimento.

Ciò premesso, in virtù delle difficoltà che le RSA hanno incontrato nell’approvvigionamento dei tamponi, ATS Insubria ha rappresentato a Regione Lombardia, su propria iniziativa e con determinazione, la necessità di supportare Agenzia di Tutela della Salute dell’Insubria nelle forniture dei tamponi - e parimenti dei DPI- che sono stati messi a disposizione, destinando una parte delle forniture regionali alle RSA dell’Insubria.

Dal 31 marzo al 12 giugno 2020 sono stati distribuiti i seguenti tamponi.



Quindi, non solo ATS Insubria non ha rispedito al mittente le richieste di tamponi, ma si è anzi attivata per dare il maggior supporto possibile alle strutture. Si evidenzia che alla strutture, parimenti collocate a Como e Varese, sono state trasmesse, a strettissimo giro dall’emanazione, tutte le disposizioni, le linee guida, le raccomandazioni ministeriali e regionali e che era compito delle singole RSA darne attuazione.
La situazione, sulla base dei dati comunicati e autocertificati dalle RSA, al 9 giugno 2020 è la seguente.

Si evidenza che sul totale di 66 RSA senza contagi solo in 9 (1 in provincia di Como e 8 in provincia di Varese) non sono stati eseguiti tamponi. Pertanto la tesi secondo cui le strutture covid free sono tali in virtù della mancanza di tamponi effettuati, non è sostenibile.

Si sottolinea che la presenza di un significativo contagio all’interno delle RSA ha comportato anche una maggior prevalenza dell’epidemia nel comune di localizzazione della struttura, nelle cui immediate vicinanze è frequente risiedano gli operatori delle RSA.

Con riferimento alle storie personali raccontate, mi consenta di sottolineare come il suo giornale abbia inteso offrire partendo dal particolare una chiave di lettura generale rispetto alla modalità di lavoro dell’Agenzia. Non entro nel merito di tali vicende, che per la loro gravità meritano il più profondo rispetto, sia per ragioni di privacy, sia per riguardo al dolore vissuto dalle famiglie che hanno subito la perdita di un loro congiunto.

Mi corre l’obbligo, però, ricordare le decine di migliaia di casi gestiti dal personale di ATS Insubria, che nel corso di quest’epidemia e tutt’ora sta lavorando senza sosta al massimo delle forze, sette giorni su sette, per dare il miglior supporto possibile ai cittadini in questo momento di particolare difficoltà.

L’analisi fornita vuole essere un primo contributo, non esaustivo, per una più puntuale lettura di quanto sta accadendo sul nostro territorio. Da quanto sopra esposto, dai numeri e dall’organizzazione dell’attività messa in campo dall’Agenzia si evince che non sussistono elementi per sostenere che siano state adottate azioni di ATS Insubria volte a penalizzare una provincia rispetto ad un'altra.

Lucas Maria Gutierrez
Direttore generale ATS Insubria

Redazione

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