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Politica | 14 giugno 2020, 10:03

Le fioriere della discordia. Zanzi: «Mi critica una parte della maggioranza nata per alchimia a tavolino»

Il vicesindaco di Varese non ha peli sulla lingua dopo le critiche sulle fioriere in corso Matteotti da parte della maggioranza (Italia Viva). Poco "gradita" la difesa d'ufficio da parte dello stesso sindaco: «Bisognerebbe sempre dire fino in fondo nomi e cognomi»

Le fioriere della discordia. Zanzi: «Mi critica una parte della maggioranza nata per alchimia a tavolino»

Sono bastati dei fiori per toccare i nervi del delicato equilibrio di maggioranza su cui si regge le giunta Galimberti e che vede da una parte l'anima civica dell'amministrazione rappresentata dal vicesindaco Zanzi, dall'altra gli “alleati” di Italia Viva e al centro il Partito Democratico.

Ricapitoliamo la vicenda. Settimana scorsa sono state posizionate le nuove fioriere che abbelliscono corso Matteotti (leggi qui). Un'iniziativa contro il degrado fortemente voluta dal vicesindaco Daniele Zanzi: in cantiere da due anni si è concretizzata solo ora, in un periodo in cui le priorità dell'amministrazione potrebbero apparire altre. Ragion per cui le critiche sono arrivate, puntuali, ma non dall'opposizione. A contestare l'iniziativa è stato il consigliere Giuseppe Pullara di Italia Viva (leggi qui), movimento politico che fa riferimento all'ex premier Matteo Renzi e in cui sono confluiti i consiglieri eletti come Lega Civica e alcuni del Partito Democratico, tra cui appunto Pullara.

In difesa delle fioriere e di Zanzi è intervento ieri lo stesso sindaco (leggi qui), dicendosi scioccato dalle polemiche. Ma dalle parole dello stesso Zanzi - che non si è mai sottratto dal prendere posizioni in contrasto con quelle della maggioranza - traspare arrabbiatura se non delusione per questa “difesa d'ufficio” senza nomi e cognomi.

«La faccenda non può essere risolta con una semplice e stupida querelle su due fiorellini: è molto più semplice e grave nello stesso tempo - dice Zanzi - Le critiche dell'opposizione, che a onor del vero non ci sono state, le avrei messe in conto; meno quelle di una componente della maggioranza per altro non legittimata da alcun voto popolare ma nata come alchimia politica a tavolino (come avveniva nel secolo scorso secondo logiche spartitive che mai mi vedranno d’accordo). La pregevole difesa d’ufficio si è dimenticata di citare l'unico mandante e cioè Italia Viva, meglio dire a Varese almeno Lega Civica, e il diligente esecutore, il consigliere comunale ex Pd Giuseppe Pullara. Questi sono i nomi e i cognomi e non genericamente alcuni consiglieri o cittadini. Nelle arringhe a difesa - ma i varesini  sanno bene le cause e gli autori - bisognerebbe sempre dire fino in fondo nomi e cognomi».

La ferita aperta in maggioranza, tutta di natura politica, non è sfuggita nemmeno all'opposizione. «Al di là del merito della vicenda, vedere che i rappresentanti di questa maggioranza litigano fra di loro su dei fiori invece di pensare seriamente alle emergenze economiche post Covid (ancora nessun consiglio comunale convocato, nessuna condivisione con la minoranza nonostante disponibilità e proposte, ritardo rispetto agli altri Comuni della provincia) da varesino prima che da amministratore fa davvero dispiacere – commenta Simone Longhini (Forza Italia) - E se il sindaco è scioccato ora, mi immagino come lo sarà tra un anno quando gli elettori potranno esprimersi con il voto».

Più pragmatico il consigliere di Varese Ideale Stefano Clerici: «Caro sindaco, il problema è che l’idea è buona e apprezzabile e i dettagli fanno la differenza, vero, ma solo se i problemi grossi sono stati risolti. Abbiamo una città sporca, strade piene di voragini, piazze di spaccio a ridosso del “salotto buono”. Lei è un avvocato e conosce la gerarchia delle fonti, ma evidentemente non quella dei problemi da risolvere».

Valentina Fumagalli

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