/ Opinioni

Opinioni | 04 giugno 2020, 19:30

Ciao Cico, sono uno di quelli cui dispensi sorrisi. La solidarietà di Varese è un ombrello più grande di quelli che volevano rubarti

Ti ricordi quella volta al bar in cui ci siamo alzati in dieci perché la padrona dal bancone disse "non vogliamo ambulanti"? Lei e chi ti ha aggredito non può e non deve rappresentare questa terra. Che sa accogliere chi la rispetta, la onora con i comportamenti e il sudore, la sceglie come dimora

Ciao Cico, sono uno di quelli cui dispensi sorrisi. La solidarietà di Varese è un ombrello più grande di quelli che volevano rubarti

Caro Cico,

sono uno di quelli ai quali dispensi sorrisi ogni volta che ci incontriamo. Hai addosso la tua mercanzia, ma non cerchi mai di piazzarla. L’insistenza non fa parte del bagaglio che dal Senegal hai portato a Varese ormai tanti anni fa.

Ci vediamo sotto i portici e al bar. Ti ricordi quella volta che la padrona di uno dei locali del centro, dove con un gruppo di amici ci eravamo dirottati per la chiusura del nostro solito bar, quando ti vide entrare e venire verso di noi per salutarci, saltò fuori dal bancone e ti intimò di uscire perché non voleva ambulanti (voleva dire “neri”, ma si vergognava anche lei) nel suo caffè. Noi tutti, eravamo una decina, ci alzammo e ce ne andammo senza consumare gli aperitivi che avevamo già pagato. Avevamo paura che ci andassero per traverso.

Ecco, adesso che leggo quanto ti è successo dalle parti di piazza Giovane Italia, di traverso rischia di andarmi questa città. Poi, per fortuna, ci ripenso e mi rendo conto che una barista o, peggio, una banda di aspiranti criminali non può e non deve rappresentare questa terra. Che sa accogliere chi la rispetta, la onora con i comportamenti e il sudore, la sceglie come dimora.

Pioveva l’altra sera in piazza Giovane Italia. Le quattro bestie che ti hanno aggredito volevano portar via i tuoi ombrelli. Varese, con la raccolta di fondi che è subito partita per aiutarti e per farti capire che la città ti vuole bene, ha aperto su di te e su tutti noi un ombrello più grande. Si chiama solidarietà. Chi non lo vede non lo può sfruttare. Resterà in balìa delle sue pulsioni, dei suoi istinti, dei suoi vizi pubblici e privati. Noi stiamo con te, al riparo.   

 

Marco Dal Fior

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore