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Varese | 31 maggio 2020, 09:49

Festino e rifiuti a Mustonate, il proprietario Francesco Aletti: «Comprendo i ragazzi, ma non li giustifico»

Il proprietario del Borgo di Mustonate è amareggiato dal cumulo di rifiuti abbandonati dalla comitiva che venerdì ha bivaccato nei suoi prati. «Solo di birra ho raccolto 80 bottiglie. Come le hanno portate lì le potevano riportare a casa nel rispetto di chi sarebbe arrivato dopo di loro»

Festino e rifiuti a Mustonate, il proprietario Francesco Aletti: «Comprendo i ragazzi, ma non li giustifico»

La foto dei rifiuti lasciati a Mustonate dopo un festino tra ragazzi (leggi qui) ha indignato tutti gli amanti del Borgo che, grazie alla generosità del proprietario, l'imprenditore Francesco Aletti Montano, possono disporne e godere delle passeggiare negli oltre 60 ettari di prati, boschi e frutteti.

Una possibilità non così scontata perché, forse è bene ricordarlo, è una proprietà privata. Il primo ad essere amareggiato e deluso per quanto accaduto è quindi proprio lui. «Il Borgo non è un giardino pubblico - precisa Aletti - Il fatto che abbia messo dei cestini per l'immondizia implica che vadano utilizzati nel rispetto della proprietà e del prossimo. Non condanno il fatto che i ragazzi abbiano fatto festa, li capisco. Dopo tre mesi chiusi in casa hanno il bisogno di sfogarsi, all'aria aperta, ed è giusto che lo facciano».

Si potrebbe poi discutere sulla quantità di alcol consumata per svagarsi, «solo di birra ho raccolto 80 bottiglie, poi c'erano quelle dei super alcolici e rifiuti vari: succhi di frutta, mozziconi di sigarette, cartoni della pizza, bicchieri... Ho riempito anche due sacchi i rifiuti generici».

Nemmeno questo però è il punto. E' una questione di rispetto. «Mi ritengo una persona tollerante, ma se si sta nell'educazione. Non ho intenzione di disseminare il Borgo di cartelli che invitano ad un concetto basilare come il rispetto della natura e nemmeno di mettere telecamere per fare da balia a dei ragazzi, ci pensino i loro genitori. E' stato un periodo duro per tutti, ma la vita sarebbe migliore se ci rispettasse un po' di più». 

Un invito alla riflessione rivolto anche ai genitori di questi ragazzi, ammesso che siano a conoscenza di dove e come i loro figli hanno passato il venerdì sera.

Val. Fum.

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