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Economia | 28 maggio 2020, 14:53

Accordo Italia-Svizzera su frontalieri, Alfieri e Braga (PD): «Sconcertati da lettera di Fontana al ministero dell'Economia. La Lega tradisce Comuni e frontalieri»

Dura presa di posizione dei parlamentari del Pd Alessandro Alfieri e Chiara Braga in merito all'accordo italo-svizzero sul frontalierato. Il consigliere regionale Astuti: «Accordo peggiorativo, la giunta riferisca». Anche Mastromarino, presidente dell'Associazione Comuni di confine: «Priorità la riapertura dei valichi»

Accordo Italia-Svizzera su frontalieri, Alfieri e Braga (PD): «Sconcertati da lettera di Fontana al ministero dell'Economia. La Lega tradisce Comuni e frontalieri»

Dura presa di posizione dei parlamentari del Pd Alessandro Alfieri e Chiara Braga in merito al tema dell'accordo italo-svizzero sul frontalierato. Nel mirino finisce una lettera firmata dal governatore della Lombardia Attilio Fontana e dal presidente del Canton Ticino Christian Vitta indirizzata ai ministri dell'economia di Roma e Berna.

«Negli scorsi giorni siamo venuti a conoscenza di una lettera firmata congiuntamente dal presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, e dal presidente uscente del Canton Ticino, Christian Vitta, indirizzata ai ministri dell'economia di Roma e Berna. Abbiamo chiesto ufficialmente di poter avere questo testo e siamo rimasti sconcertati dal suo contenuto - dichiarano i parlamentari del Partito Democratico, Alessandro Alfieri e Chiara Braga - Fontana, piegandosi completamente a tutte le richieste ticinesi, chiede al Governo italiano di abrogare l'accordo del 1974, che regola oggi i rapporti tra i due paesi e la fiscalità dei frontalieri, per sostituirlo con un nuovo testo che peggiora addirittura l’accordo "parafrato" dalle diplomazie nel 2015». 

«Andiamo con ordine - continuano Alfieri e Braga - La prima cosa che lascia sgomenti è la data della lettera: 30 aprile 2020. Nel pieno della più grave emergenza sanitaria che abbia mai colpito la Lombardia e che sta stravolgendo l'economia di frontiera, il Presidente della Regione, al posto di mettere in campo misure per rilanciare i territori di confine, chiede subito un nuovo accordo fiscale sfavorevole per Comuni e frontalieri. Fontana chiede che per i frontalieri sia applicato il nuove regime fiscale senza correggere le criticità che avevano portato i parlamentari del Pd a fermarlo, e chiede addirittura che sia applicato da subito e senza gradualità ai nuovi frontalieri. Inoltre cerca di mettere mano sulla gestione dei ristorni chiedendo che almeno il 50% dell'extra gettito derivato dalla nuova tassazione sui frontalieri sia gestito da Regione Lombardia e non direttamente versato ai Comuni. Questa azione di Fontana e della Lega ci trova totalmente in disaccordo, nei tempi, nel metodo e nel merito. Non si possono tradire così i lavoratori e le comunità di frontiera - concludono i parlamentari del Partito Democratico - ed è goffo il tentativo di Fontana di vendere questa lettera come il frutto di un percorso condiviso con sindacati e Sindaci. Ma più di ogni nostra parola vale la lettera che, purtroppo, si commenta da sola».

Sulla vicenda è intervenuto anche Massimo Mastromarino, sindaco di Lavena Ponte Tresa e presidente dell'Associazione Comuni Italiani di Frontiera. Mastromarino ribadisce la posizione dell'Associazione in quattro punti: «inopportunità di compiere qualsiasi riflessione in piena emergenza epidemica», la «necessità preliminare di ristabilire la libera circolazione delle persone e la completa riapertura dei valichi, come segno di rispetto anche verso  i frontalieri», la «ripresa dei tavoli di discussione non solo sul tema dei ristorni ma in generale sull’economia transfrontaliera solo al termine della pandemia» e infine la «centralità dei principi sanciti dall’accordo del ‘74 nel rispetto del lavoro frontaliere e degli impegni in carico ai Comuni di Frontiera».

Alle reazioni si aggiungono anche quelle dei consiglieri regionali del Pd Samuele Astuti e Angelo Orsenigo: «L’assessore agli Enti locali e ai rapporti con la confederazione elvetica Massimo Sertori riferisca in Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Svizzera della lettera di richiesta della revisione peggiorativa degli accordi Italia- Svizzera».

«Con una lettera indirizzata ai ministri dell’Economia di Roma e Berna - scrivono i due consiglieri regionali - sposando in toto le richieste ticinesi, il 30 aprile scorso, in  tempo di piena emergenza coronavirus, Fontana chiede  di abrogare l’accordo del ’74 che regola i rapporti fra i due paesi e la fiscalità dei frontalieri per  sostituirlo con un accordo peggiorativo. Un documento che tradisce le comunità di frontiera  di cui  si fatica a trovare la ragione. Fontana scrive su un tema di cui non ha competenza e senza aver condiviso i contenuti con  i soggetti coinvolti. Inaccettabile. Chiediamo che l’assessore Sertori  sia audito al più presto nella  Commissione Italia- Svizzera e dia spiegazioni del documento».

Redazione

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