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Territorio | 25 maggio 2020, 17:31

I lombardi in vacanza in Molise? Altro che boutade. Il legame risale ai Longobardi, anche in provincia di Varese

L'associazione "Forche caudine" che si occupa di emigrazione molisana ricostruisce i rapporti: «15 mila molisani vivono in Lombardia, senza dimenticare i legami storici che ci legano come la presenza dei longobardi, un esempio è il sito di Castelseprio Torba».

I lombardi in vacanza in Molise? Altro che boutade. Il legame risale ai Longobardi, anche in provincia di Varese

Tanti commentatori ma anche molti cittadini e frequentatori dei social hanno ironizzato nei giorni scorsi sulla possibilità per gli abitanti della Lombardia di poter trascorrere le vacanze estive in Molise: possibilità legata al medesimo indice di rischio relativo al livello di contagio del Coronavirus.

Ma la vicenda, come ricostruisce l'associazione "Forche Caudine" che dal 1989 si occupa di emigrazione molisana nel mondo, è tutt'altro che una boutade sulla quale scherzare. 

Dal sodalizio ricordano, innanzitutto, che le due regioni presentano vincoli determinati dalla forte emigrazione dal Mezzogiorno verso Nord. Sono infatti oltre 15 mila i molisani che vivono in Lombardia, quindi più dei 10 mila che sono a Roma. E molti di loro non rientrano più da tempo nella regione d’origine. «Un ritorno sarebbe benefico per rinsaldare o ricostruire proficui collegamenti» si legge nella nota di “Forche Caudine” pubblicata sul proprio sito.

Ma, al di là dell’aspetto demografico, il sito ricostruisce l’importante legame storico: il periodo longobardo (568-774) ha lasciato segni profondi non solo in Lombardia (dal nome della regione ai tanti complessi monastici fino agli itinerari longobardi che richiamano numerosi turisti), ma anche in Molise, che qualcuno definisce “regione più longobarda d’Italia”. L’associazione ricorda lo stretto rapporto tra la Lombardia ed il popolo nordeuropeo, evidente sin dal nome della regione e dal fatto che Re Autari (584-590) scelse Milano e Pavia come principali sedi del potere regio, il successore Agilulfo conquistò Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova e la regina Teodolinda, moglie di entrambi i Re, scelse Monza come residenza (dove morì). Non a caso la Lombardia presenta molti itinerari longobardi che richiamano numerosi turisti. Perché la cultura, benché qualcuno pensi il contrario, è sacrosanta anche per le economie locali. 

«Tra le "chicche" longobarde in Lombardia – si legge nell’articolo dell’associazione - non si possono tralasciare il complesso monastico di San Salvatore–Santa Giulia a Brescia, oggi sede del ‘Museo della città’, e il castrum di Castelseprio-Torba, in provincia di Varese, che conserva significativi esempi di architettura militare».

E in Molise? Qui la presenza longobarda – ricordano dall’associazione - è durata più che altrove ed ha lasciato rilevanti tracce: i toponimi di alcuni borghi (compresa Campobasso), castelli e ruderi (Bagnoli del Trigno, Cerro al Volturno, Civita di Bojano, Tufara), edifici religiosi (Santa Maria di Casalpiano a Morrone del Sannio), necropoli (località Morrione e Vicenne nella piana di Bojano), ecc. Presenza che potrebbe essere valorizzata, come offerta turistica unica, con tutto il Sannio, a cominciare dalla chiesa di Santa Sofia a Benevento, inserita dall’Unesco nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità. Insomma, l’inedito legame Lombardia-Molise in una dimensione storico-culturale, più che far sorridere, rappresenta un’opportunità di scoperta.

 

 

Redazione

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