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Politica | 23 maggio 2020, 15:46

«Il governo è vicino ai frontalieri e alle richieste che arrivano dalla provincia di Varese»

Il sottosegretario agli Esteri Ivan Scalfarotto (Italia Viva) ha partecipato al dibattito sulle aree di confine e sui frontalieri durante l'emergenza organizzato da Giuseppe Licata, coordinatore provinciale del partito di Renzi. Il sindaco di Varese: «Tema decisivo e cruciale, soprattutto ora»

Giuseppe Licata, coordinatore provinciale di Italia Viva e sindaco di Lozza

Giuseppe Licata, coordinatore provinciale di Italia Viva e sindaco di Lozza

«È stato importante per me ascoltare le problematiche e le proposte di un territorio come quello varesino vicino a un'area di confine che, per ragioni economiche e sociali, si percepisce in modo totalmente integrato. Ho apprezzato moltissimo il riconoscimento che è giunto dagli amministratori locali per il lavoro che il nostro governo ha fatto in queste settimane di crisi nel rapporto con le autorità elvetiche. Questo mi rafforza nella convinzione che questa forte integrazione richieda alle autorità politiche dei due Paesi, sia a livello centrale che locale, di proseguire in una collaborazione intensa, continuativa e reciproca come quella che ci ha consentito di risolvere durante questa crisi molte delle sfide create dall’epidemia. Certo rimangono aperte molte questioni, su cui manterrò alta l’attenzione». Così il sottosegretario agli Esteri onorevole Ivan Scalfarotto, al termine del confronto svoltosi in videoconferenza con una rappresentanza degli enti locali e delle organizzazioni datoriali e sindacali della provincia di Varese

Ha partecipato al dibattito anche il sindaco di Varese, Davide Galimberti: «Il tema dei rapporti con la Svizzera è quanto mai centrale per Varese e per tutto il nostro territorio - ha detto il sindaco - Era una questione cruciale prima dell’emergenze coronavirus, lo è ora con la ripartenza e lo sarà in futuro. Non parliamo solo di frontalieri e di esigenze economiche, ma di un tessuto di relazioni che ha sempre dato è sempre darà tanto in termini di turismo, di cultura, di scambi nei più diversi ambiti. Bene sentire la vicinanza del governo anche su questo tema, oggi ancora più decisivo e determinante per tutto il Varesotto».

Il momento di confronto, al quale hanno partecipato anche i parlamentari varesini di Italia Viva onorevole Maria Chiara Gadda e onorevole Gianfranco Librandi, è stato organizzato da Giuseppe Licata, coordinatore provinciale di Italia Viva e Salvino Reina, responsabile del gruppo di lavoro che all'interno del partito si occupa del tema del frontalierato. 

«Le aree di confine - dichiara Giuseppe Licata, che ha moderato l'incontro - stanno patendo pesanti ripercussioni derivanti dalle misure di contenimento della pandemia da Covid-19. In particolare, nelle settimane scorse, la chiusura di alcuni valichi Italo-svizzeri ha generato gravi disagi ai lavoratori frontalieri, alle nostre imprese e ai Comuni del nostro territorio, mettendo in luce, soprattutto in ottica futura, la fragilità degli equilibri su cui verte l'economia transfrontaliera e l'urgente necessità di mettere in atto ogni iniziativa per rilanciare la reciprocità dei rapporti economici e diplomatici tra il nostro Paese e la Confederazione Elvetica, con particolare riferimento al Canton Ticino. Questi temi - conclude - sono stati al centro del dibattito con il sottosegretario Scalfarotto, che sta seguendo in prima persona le interlocuzioni tra il nostro governo e quello svizzero». 

E’ l’onorevole Gadda a tirare le conclusioni della riunione: «Dobbiamo tenere alta l'attenzione perché l’emergenza sanitaria rischia di diventare, anche per i nostri frontalieri e per i comuni di confine, emergenza economica. Essenziale quindi lavorare per la riapertura dei confini perché le restrizioni hanno dimostrato quanto i rapporti economici e sociali tra Varese e Ticino siano interconnessi. Molti lavoratori con contratti stagionali rischiano di rimanere senza sostegno e prospettive, e questo va scongiurato, così come sul tavolo della diplomazia vanno poste alcune difficoltà sottolineate dalle nostre imprese che operano in Ticino come la questione delle notifiche per l'accesso sulla base di contratti firmati prima del 25 marzo. Allo stesso tempo, come sottolineato dalle associazioni datoriali, per il rilancio delle nostre aree di confine bisogna puntare sulla specializzazione industriale e sulle sinergie tra i nostri due Paesi, e questo passa anche da un rilancio delle infrastrutture. Non soltanto su gomma e ferro, Malpensa è un asset strategico dove operano oltre 40.000 addetti, e sul quale il lockdown ha pesato».
 

«L’Italia ha dato prova di serietà - continua l’onorevole Librandi - nella gestione dell’emergenza sanitaria, il nostro export, il turismo, e l'economia nazionale hanno bisogno di confini aperti e di un ritorno agli interscambi commerciali e di persone tra Paesi. Bisogna lavorare fortemente sul rilancio dell’immagine del nostro Paese, ne abbiamo tutte le potenzialità».

C.S.

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