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Varese | 22 maggio 2020, 19:31

Upim chiude a Varese: a casa 12 dipendenti. Al suo posto una società cinese. «Rischiare il posto per il mancato accordo sull'affitto è inaccettabile»

Alla base della decisione dell'azienda sembra esserci il mancato accordo con la proprietà sul rinnovo dell'affitto dei locali che scade a luglio. D'Aquaro, Fisascat Cisl: «E' inaccettabile. Abbiamo scritto all'assessore Perusin»

Upim chiude a Varese: a casa 12 dipendenti. Al suo posto una società cinese. «Rischiare il posto per il mancato accordo sull'affitto è inaccettabile»

La notizia arriva come un fulmine a ciel sereno per i varesini, ma soprattutto per i dipendenti di Upim che non avevano il minimo sentore di crisi. E infatti, alla base della chiusura del punto vendita della catena italiana di grandi magazzini di fascia bassa gestita da OVS e di proprietà del Gruppo Coin, non ci sarebbero questione economiche. O per lo meno non legate all'andamento degli affari. La ragione della chiusura è da ricercarsi nel mancato rinnovo dell'affitto dei locali di viale Milano, a favore di una società cinese che si sarebbe aggiudicata la rinegoziazione del canone.

«La notizia è giunta senza che fosse in alcun modo preventivabile, visto l’andamento positivo del negozio – conferma Giuseppe D’Aquaro delegato Fisascat Cisl - A portare a tale conseguenza, è stato il cambio di locatario dello stabile che ospita il punto vendita Upim, a favore di diversi soggetti commerciali. Come organizzazione sindacale abbiamo già chiesto all’azienda di attivare nel più breve tempo possibile un tavolo di contrattazione finalizzato a ricollocare le 12 unità oggi in forza al punto vendita ma resta sconcertante che si possano mettere in discussione posti di lavoro per motivi non dettati da crisi aziendali, soprattutto in questo periodo».

Per questo la Fisascat Cisl ha già scritto all'assessore al Commercio del Comune di Varese, Ivana Perusin, perché «trovarsi nelle condizioni di rischiare il posto di lavoro per il mancato accordo sul rinnovo di un affitto è qualcosa che non si può accettare. E' necessario che, in collaborazione con le istituzioni, si monitori il rischio dei mancati rinnovi dei negozi in affitto, in un momento storico in cui la priorità non può essere il maggior profitto, ma la salvaguardia dell’occupazione – aggiunge - Negozieremo con Upim il ricollocamento del personale di viale Milano con estrema fermezza, consapevoli che perdere oggi anche un solo posto di lavoro può comportare difficoltà di ricollocamento straordinarie».

Redazione

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