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Territorio | 22 maggio 2020, 17:20

Luino: non si trovano volontari per poter tornare a celebrare le Messe "dal vivo"

Appello del parroco don Sergio Zambenetti: «Senza questi volontari la comunità non potrà essere in grado di assistere alle celebrazioni e sarebbe un vero peccato che, dopo due mesi di astinenza, Luino non possa essere in grado di autogestirsi per celebrare in sicurezza l'espressione più alta di essere cristiani insieme agli altri».

don Sergio Zambenetti

don Sergio Zambenetti

A Luino non si trovano volontari che possano dare una mano fondamentale nell'assistenza delle celebrazioni delle Messe che dal 18 maggio possono essere celebrate con la presenza dei parrocchiani in chiesa.

Il prevosto don Sergio Zambenetti si appella ai fedeli luinesi dopo la scarsità di disponibilità che si è vista finora nonostante la richiesta di aiuto avanzata dalla parrocchia nei giorni scorsi.

«Al momento, purtroppo, si deve notare una scarsa, se non nulla, risposta all'appello lanciato tramite il nostro informatore parrocchiale riguardo a volontari che dovrebbero dedicarsi all'aiuto nell'accompagnamento dei fedeli durante le Messe festive nella parrocchia di Luino - spiega don Sergio - Si cercano persone che, con garbo e gentilezza, supervisionino l'entrata, la scelta del posto, l'incolonnamento per la Santa Comunione e l'uscita dalla chiesa in maniera ordinata e senza assembramenti. Si cercano anche persone che aiutino alla sanificazione dei posti alla fine di ogni celebrazione. Senza questi volontari la comunità non potrà essere in grado di assistere alla celebrazione Eucaristica e sarebbe un vero peccato che, dopo due mesi di astinenza dovuti alle prescrizioni dell'autorità, Luino non possa essere in grado di autogestirsi per celebrare in sicurezza l'espressione più alta di essere cristiani insieme agli altri. Ognuno ha, sicuramente, i suoi motivi per trovare delle difficoltà ma chiediamo alla buona volontà dei singoli, quell'azione, ispirata dallo Spirito, di comunione fraterna dove, a fronte di qualche incombenza, si possa radunare di nuovo il popolo di Dio. Se uno, personalmente, non riesce proprio a dare la sua disponibilità, abbia la vocazione di farne girare la voce come un accorato appello»

Matteo Fontana

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