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Attualità | 17 maggio 2020, 10:33

Giochi nei parchi e campi estivi: ecco il documento ufficiale con le linee guida per fare divertire in sicurezza bimbi e adolescenti

Giochi nei parchi riaperti in teoria da lunedì (ma l'ultima parola è di Regioni e Comuni) e campi estivi possibili da giugno: ecco le linee guida del governo. Dalla distanza di almeno un metro al rapporto numerico tra bimbi e operatori (da uno a 5 a uno a 10 in base alle fasce d'età)

Giochi nei parchi e campi estivi: ecco il documento ufficiale con le linee guida per fare divertire in sicurezza bimbi e adolescenti

Ecco le regole da seguire per tornare a fare giocare i bambini in sicurezza nei giochi presenti in parchi e giardini pubblici - anche con la presenza di operatori - ma anche nei campi estivi che, da giugno, possono essere aperti come annunciato dal premier Conte. Le linee guida, approvate dal Dipartimento per le politiche della famiglia d'intesa con i ministeri interessati, le regioni, i comuni e le province, definiscono l'accessibilità agli spazi dei giochi e alla didattica in parchi e giardini pubblici, in teoria consentita da lunedì 18 (ma l'ultima parola spetta a Regioni e Comuni)così come il rapporto numerico tra personale, bimbi e adolescenti negli spazi comuni.

Per quanto riguarda i centri estivi, che potranno essere aperti da giugno - così ha annunciato Conte e così è scritto nel documento - preferibilmente in scuole, oratori e ludoteche dotate di spazi verdi che consentano attività all'aperto, sono stabilite regole per l'accessibilità, il rapporto numerico per definire la presenza di personale, bimbi e adolescenti, le regole del distanziamento e le modalità di accompagnamento da parte dei genitori.

Esiste un «criterio di priorità per assicurare il sostegno ai bisogni delle famiglie con maggiori difficoltà nella conciliazione fra cura e lavoro» e all’eventuale disabilità del minore o a condizione di fragilità della famiglia. 

Per l'accesso a giochi o attività didattiche nei parchi e per i campi estivi, dove il distanziamento dovrà essere di almeno un metro, il rapporto numerico minimo fra operatori, bambini ed adolescenti sarà graduato in relazione all’età dei bambini o adolescenti stessi, puntando sull'organizzazione di piccoli gruppi e in diversi spazi, preferibilmente all'aperto o, se chiusi, con adeguata areazione come segue:

1) per i bambini in età di scuola dell’infanzia (da 3 a 5 anni) è consigliato un rapporto di un adulto ogni 5 bambini;
2) per i bambini in età di scuola primaria (da 6 ad 11 anni) è consigliato un rapporto di un adulto ogni 7 bambini;
3) per gli adolescenti in età di scuola secondaria (da 12 a 17 anni) è consigliato un rapporto di un adulto ogni 10 adolescenti. 

Il documento riporta anche le misure di prevenzione da applicare sempre, «considerato che l’infezione virale si realizza per droplets (goccioline di saliva emesse tossendo, starnutendo o parlando) o per contatto (toccare, abbracciare, dare la mano o anche toccando bocca, naso e occhi con le mani precedentemente contaminate)».  

Le misure di prevenzione da applicare in ogni caso sono le seguenti:
1) lavarsi frequentemente le mani in modo non frettoloso;
2) non tossire o starnutire senza protezione;
3) mantenere il distanziamento fisico di almeno un metro dalle altre persone;
4) non toccarsi il viso con le mani;
5) pulire frequentemente le superfici con le quali si viene a contatto;
6) arieggiare frequentemente i locali. 

Per quanto riguarda l'accompagnamento
, è importante che la situazione di arrivo e rientro a casa dei bambini ed adolescenti si svolga senza comportare assembramento negli ingressi delle aree interessate. Quindi è possibile un'entrata e un'uscita separata e scaglionata, meglio se «in un tempo complessivo congruo tra i 5 e i 10 minuti», così come «organizzare l'accoglienza all'esterno» per evitare che gli adulti entrino negli spazi dei centri estivi. 

All’ingresso nell’area per ogni bambino ed adolescente va predisposto il lavaggio delle mani con acqua e sapone o con del gel igienizzante. L’igienizzazione delle mani deve essere realizzata anche nel caso degli operatori che entrano in turno.

E' anche prevista una procedura specifica di triage in accoglienza per «chiedere ai genitori se il bambino o l’adolescente abbia avuto la febbre, tosse, difficoltà respiratoria o è stato male a casa» e, dopo aver igienizzato le mani, la «verifica della temperatura corporea». La stessa procedura va posta in essere all’entrata per gli operatori. 

Nel punto di accoglienza deve essere disponibile una fontana o un lavandino con acqua e sapone oppure di gel idroalcolico per l’igienizzazione delle mani del bambino o dell’adolescente prima che entri nella struttura. Similmente, il bambino o l’adolescente dovrà igienizzarsi le mani una volta uscito dalla struttura prima di essere riconsegnato all’accompagnatore.

Tutte le altre regole le trovate nel documento in pdf allegato all'articolo.

Il documento, pubblicato dal sito dell'Anci (l'associazione nazionale dei comuni italiani), riguarda le "Linee guida per la gestione in sicurezza di opportunità organizzate di socialità e gioco per bambini ed adolescenti nella fase 2 dell’emergenza COVID-19", è a cura del Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ed è stato elaborato d’intesa con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il Ministero dell’istruzione, il Ministro per le politiche giovanili e lo sport, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, l'Unione province d’Italia e l'Anci.

Files:
 Le linee guida per i giochi dei bambini in sicurezza (552 kB)

Redazione

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