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Opinioni | 15 maggio 2020, 15:41

L'OPINIONE. A due giorni dal 18 maggio caos di ipotesi e bozze: comunicate cortesemente ai cittadini cosa fare?

All'ultimo minuto spunteranno decreti, ordinanze, protocolli e linee guida ufficiali da seguire: evitateci almeno conferenze stampa improvvisate all'ora di cena, non c'è nulla per cui brindare. Bastano poche paginette chiare e ben scritte come in Svizzera: chiediamo troppo?

L'OPINIONE. A due giorni dal 18 maggio caos di ipotesi e bozze: comunicate cortesemente ai cittadini cosa fare?

L'immaginazione batte la realtà, le indiscrezioni sostituiscono l'ufficialità, gli intendimenti e gli annunci attendono all'infinito di essere seguiti dai fatti, con milioni di cittadini in perenne attesa dell'ultimo decreto o dell'ultima delibera che ormai non arriva più nemmeno all'ultimo minuto, ma a tempo scaduto.

Il futuro nasconde il presente e la confusione regna sovrana: a due giorni e mezzo dal 18 maggio non sappiamo ancora cosa succederà lunedì mattina, non solo in Lombardia. In una babele di ipotesi trapelate ovunque, possiamo solo immaginare ciò che potrebbe accadere, ma non se accadrà veramente: come e a quali orari riapriranno attività, negozi, bar e ristoranti, se mai riapriranno? Ci muoveremo davvero senza autocertificazione? Dove potremo andare e cosa potremo fare? Quanti tavolini troveremo in un locale o dal parrucchiere? Dovremo prenotare o potremo presentarci liberamente? Con i guanti oltreché con le mascherine, sempre che si riesca davvero a trovarli?

Sappiamo tutto per sentito dire, per intuito o per diletto perché abbiamo cliccato qua e là, in attesa di una parola finale che non è mai l'ultima ma sempre la penultima, appesi a un decreto e a un'ordinanza rincorsi e anelati quando dovrebbero essere semplicemente dovuti, programmati in largo anticipo e spiegati con chiarezza poiché riguardano la nostra libertà, i nostri diritti e la nostra vita, non quelli di chi li firma.

Non sappiamo nulla di ufficiale di quello che accadrà lunedì, eppure l'attenzione è spostata al 3 giugno, quando "Il governo vuole riaprire gli spostamenti tra regioni diverse" (La Repubblica). Guardano avanti, inciampando nel presente. 

Decreti, ordinanze, delibere, protocolli e linee guida: quando dalle ipotesi, dall'ufficiosità e dalle bozze passeranno ai documenti ufficiali, sarà sempre troppo tardi, ma c'è ancora un'ultimissima speranza. Evitate la tentazione della conferenza stampa e di farvi vedere, magari all'improvviso sul fare della sera. Arrivare all'ultimo minuto a dettare le regole della nostra vita è tutto fuorché una vittoria: basta una firma in calce a poche paginette ben scritte e ben spiegate, come fanno in Svizzera, dove un servizio televisivo di due minuti riesce a contenere poche norme comprensibili per tutti. Chiediamo troppo?

Andrea Confalonieri

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