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Politica | 11 maggio 2020, 16:11

Astuti, PD: «Regione Lombardia guida la Fase due ‘alla cieca’: analisi dei contatti superficiale»

Il confronto tra il modello lombardo e quello veneto di gestione dell'emergenza farebbe emergere, secondo il cosigliere regionale, l'insufficienza del numero di tamponi eseguiti nella nostra regione.

Astuti, PD: «Regione Lombardia guida la Fase due ‘alla cieca’: analisi dei contatti superficiale»

Il quadro che emerge analizzando i dati forniti dalla Protezione Civile (aggiornati al 7 maggio) è disarmante secondo il consigliere regionale del Partito Democratico Samuele Astuti: «In Lombardia sono state sottoposte a tampone diagnostico 262.964 persone dall’inizio dell’emergenza Coronavirus e sono emersi 80.089 casi positivi. Nello stesso arco temporale, in Veneto, i “tamponati” sono stati 236.281 individuando 18.530 positivi». (vedi tabella allegata a fine articolo)

Il dato più rappresentativo della distanza tra il modello lombardo e quello veneto starebbe nel rapporto tra questi due fattori. «Infatti - continua - in Lombardia vengono testate tre persone per trovare un positivo, mentre in Veneto il rapporto è, addirittura, di uno su tredici. Cosa ci dicono questi dati? Anzitutto, come diciamo da tempo, i tamponi in Lombardia sono ancora insufficienti soprattutto in relazione al confronto con il Veneto e al monitoraggio sull’andamento complessivo dell’evoluzione dell’epidemia. E, in secondo luogo, che in Lombardia l’indagine sui sintomatici si dimostra ancora troppo superficiale e, tendenzialmente, si concentra soprattutto sui sintomatici impedendo di andare a fondo nel tracciamento dei contatti dei positivi. Diversamente, il Veneto è riuscito, in questi mesi, ad allargare il più possibile la propria rete di analisi non basandosi solo sui sintomi ma sulla prossimità tra le persone».

Mantenendo questo approccio, che Astuti definisce «approssimativo – continua - è evidente che la gestione continuerà a brancolare nel buio con il possibile effetto di trovarci, tra due settimane, con qualche brutta sorpresa. Speriamo che ciò non accada - conclude - ma per scongiurare questa ipotesi l’unica strada percorribile è che Regione Lombardia aumenti il numero di tamponi».

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Redazione

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