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Politica | 09 maggio 2020, 22:17

Zaia: «Un tavolo ogni 4 metri? Se lo mettano a casa loro. Non si dice il 17 sera cosa succede il 18. Se il virus perde forza vuol dire che è artificiale»

Il governatore veneto: «Un tavolo ogni 4 metri al ristorante significa chiuderli tutti. Una cosa è l'esercizio scientifico, un'altra è la vita reale. Consiglio a Conte di fare un solo decreto con scritto "sulle riaperture decidono le Regioni". Le elezioni regionali si tengano a luglio: noi governatori siamo tutti d'accordo»

Zaia: «Un tavolo ogni 4 metri? Se lo mettano a casa loro. Non si dice il 17 sera cosa succede il 18. Se il virus perde forza vuol dire che è artificiale»

Stanno facendo discutere, anche in Lombardia, le dichiarazioni del governatore del Veneto, Luca Zaia, sul virus che perde forza, sulla data delle elezioni regionali da tenere a luglio al di là di ciò che pensa Salvini e sul prossimo decreto Conte, affrontato con molta ironia. Ve le proponiamo.

Se il virus perde forza vuol dire che è artificiale
«Dico una cosa che farà arrabbiare qualcuno: se il virus perde forza vuol dire che è artificiale. Un virus non perde forza con questa velocità, se perde forza allora probabilmente potrebbe essere di natura artificiale. Si è scritto tanto di questo virus, se se ne va tanto velocemente secondo me c'è qualcosa di mezzo di artificiale. Sarà la temperatura, sarà che il virus si è spompato, magari se ne andrà definitivamente e così non avremo la recidiva autunnale. È la mia personale opinione, ma non di scienziato».

Riaperture: non si dice il 17 sera cosa succede il 18
«Spero che il governo in queste ore decida di dire qualcosa. Se avessero deciso di non presentare nuovi decreti, quindi in teoria di aprire tutto dal 18, è fondamentale che lo si dica ai cittadini, non possiamo dire il 17 a sera le attività commerciali aprono domani mattina. Non funziona così: apriamo ma in maniera programmata. Dobbiamo anche noi organizzare i nostri servizi di prevenzione».

Un tavolo ogni 4 metri? Se lo metta a casa sua

«Spero poi che le linee guida siano ragionevoli e non complichino la vita ai cittadini. Un tavolo ogni 4 metri? Se lo metta a casa sua e non in un ristorante, significherebbe chiudere tutti i ristoranti. Una cosa è l'esercizio scientifico, un'altra è la vita reale».

Conte faccia un decreto con un solo articolo che dice "le riaperture le decidono le Regioni"
«Spero che stasera il presidente del Consiglio compaia in tv e ci dica qualcosa. Mi risulta che ieri abbia già avuto una relazione del comitato tecnico scientifico sull'andamento del contagio nella settimana, immagino che il presidente del Consiglio dica al Paese cosa vuole fare. Se vuole un consiglio: faccia un Dpcm con un solo articolo, in cui dice si delegano le Regioni, a fronte della presentazione di un piano, alle riaperture. Sarebbe già una bella notizia che dicesse “preparatevi perché il 18 non scrivo più decreti”. Però lo si faccia».

Chi rispetta le condizioni, riapra. Al di là dei codici Ateco
«Noi sosteniamo la riapertura di tutto. Noi non abbiamo più codici Ateco, secondo noi nel rispetto delle indicazioni sanitarie, siamo per provare a riaprire tutto. E così la pensano anche i miei colleghi governatori».

Senza mascherine si rischiano focolai
«Stiamo ricevendo tante foto di persone che non utilizzano la mascherina. Deve essere chiaro che se non si usano il rischio di riapertura dei focolai e ricontagio è alto, il rischio è quello di tornare indietro con le quarantene e di dare ragione a quelli che dicono che non si deve aprire. E' un impegno minimale che chiediamo, l'appello a tutti è di fare azione di squadra. Ci arrivano immagini di persone al supermercato con la mascherina al collo o senza. L'utilizzo della mascherina è fondamentale, la ricaduta sarebbe una tragedia, anche dal punto di vista economico, vorrebbe dire richiudere tutte le attività».

Votare a luglio per le regionali, non in autunno.
«Immagino che il segretario (Salvini, ndr) possa avere una visione più ampia della mia sul piano nazionale ma continuo a pensare che la data di luglio sia possibile. Sono un fautore di questa data, condivisa dagli altri governatori all’unanimità: se anche fosse vero che dalla riunione di Salvini con i parlamentari della Lega è emersa l’ipotesi si votare in autunno, sono certo che si tratti di un’ipotesi generale e che non riguarda specificamente il Veneto. Come può essere che il 18 maggio si apre tutto e dopo due mesi non si può andare a votare? A luglio c’è modo per andare a votare. La pensano come me Toti, Emiliano, De Luca, tutti».

 

Redazione

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