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Come noi | 20 aprile 2020, 14:32

LA VERA PRIORITA'. Il messaggio del papà di Luca: «Terapie e sostegno sospesi, almeno la fisioterapia è fondamentale»

Luca ha 12 anni e si muove con l'aiuto di un carrellino. Papà Roberto racconta l'emergenza che complica la vita a tanti ragazzi speciali: «Da quando hanno sospeso tutte le attività, ha avuto un regresso incredibile. Almeno la fisioterapia domiciliare, con tutte le protezioni per gli operatori, è fondamentale»

LA VERA PRIORITA'. Il messaggio del papà di Luca: «Terapie e sostegno sospesi, almeno la fisioterapia è fondamentale»

Ci si interroga su quando riapriranno i bar e i ristoranti, su quando si potrà andare dal parrucchiere e in palestra. Luca invece si chiede quando potrà ricominciare a fare esercizi, avere le sue terapie, andare a nuotare in piscina, rivedere i compagni di scuola e gli insegnanti (questo forse se lo chiedono di più i suoi genitori). Il lockdown per un disabile ha delle implicazioni importanti non solo sotto l’aspetto della socialità o economico, ma soprattutto della sua salute. 

Luca ha 12 anni
e dalla nascita convive con una malattia che gli impedisce di deambulare correttamente. «Una sorta di displasia spastica che gli hanno diagnosticato intorno all’anno di età e che non gli permette di stare in equilibrio in piedi e quindi di camminare normalmente – ci racconta papà Roberto Nasi – E’ stato sempre seguito e quindi oggi deambula con l’aiuto di un carrellino, va a scuola insieme al suo gemello e finché questo Coronavirus non ci ha bloccato in casa andava tutto bene». 

Con le giuste terapie, soprattutto fisioterapiche che permettono agli arti di Luca di non atrofizzarsi, e la costanza negli esercizi, il ragazzo stava bene. «Da quando hanno sospeso tutte le attività, compresi i corsi di piscina con la Polha, dove Luca ha imparato a nuotare, e quelli in una palestrina di Malnate dedicata ad insegnare la gestione dei movimenti in carrozzina, ha subito un regresso incredibile. Per quanto noi genitori ci impegniamo per fargli fare esercizi, non siamo operatori che sanno quello che fanno».

Il regresso comporta un'atrofia muscolare e un accorciamento dei tendini, «che il botulino aiuterebbe a contrastare, ma purtroppo anche le terapie sono sospese e cominciamo ad essere seriamente preoccupati. Luca poi non è molto collaborativo e avendo altri figli da seguire, anche per noi genitori è tutto più complicato». Agli esercizi si aggiunge anche il carico dei compiti e dello studio, che quando si ha a che fare con degli adolescenti è anche più stressante. «A scuola Luca è seguito da un’educatrice, la stessa che lo accompagna fin dall’asilo e che sa come prenderlo e farlo ragionare, soprattutto con la matematica che proprio non gli piace».

Il messaggio che il papà di Luca vorrebbe passasse, è che ci sono categorie che forse più di altre hanno necessità che si trovino subito soluzioni per una ripresa. «La fisioterapia dovrebbe ricominciare, almeno a livello domiciliare. Sappiamo dei rischi, ma sentiamo anche parlare di test a cui gli operatori potrebbero essere sottoposti per dare qualche garanzia in più di non contagio e tornare coì a seguire i ragazzi che come Luca stanno pagando a caro prezzo l’immobilismo». 

Valentina Fumagalli

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