Tra le misure che Acsm Agam Ambiente ha adottato per tutelare la salute dei lavoratori e la continuità di prestazione per termovalorizzatore e raccolta rifiuti c’è anche un accordo di mutuo soccorso sottoscritto con alcune realtà a partecipazione pubblica (Aemme Linea Ambiente, Agesp, Asm Magenta, Sap e Sieco) espressamente finalizzato a far fronte all’emergenza sanitaria. «La capacità di prevenire è fondamentale – è stato rimarcato -, in particolare quando la situazione è già critica: e così, ipotizzando che una della sei società possa trovarsi in difficoltà per l’emergenza in atto, le altre cinque interverrebbero in suo aiuto, a tutela della popolazione servita e della continuità dei servizi essenziali e indifferibili».
In forza del patto, ciascuna società s’impegna a mettere a disposizione delle altre le proprie capacità e le proprie risorse tecnico-operative, ma anche a condividere soluzioni e best practices rispetto ad eventuali, non prevedibili, criticità indotte dalla diffusione del Covid-19 e dei conseguenti provvedimenti per contrastarla.
«Abbiamo adottato misure scrupolose, in linea con le disposizioni nazionali e regionali, a salvaguardia della salute delle persone e della continuità di prestazione». Lo sottolinea Pierpaolo Torelli, amministratore delegato di Acsm Agam Ambiente, la società del gruppo Acsm Agam che svolge servizi di igiene urbana (nelle province di Varese e di Como, con forte recente espansione sul versante lariano) e gestisce il termovalorizzatore di Como, punto di riferimento per circa 120 comuni.
«Sin dall’inizio dell’emergenza determinata dal Covid-19 – spiega Torelli – sono state messe in campo iniziative mirate al fine di continuare a garantire il servizio nei territori e a beneficio delle comunità locali». Il personale del termovalorizzatore (40 persone), ancora prima dell’obbligo intervenuto nelle scorse settimane, è stato dotato di mascherine, guanti e disinfettanti per le superfici gli strumenti in uso.
Sono state noleggiate casette uso spogliatoio singolo, a disposizione di eventuali lavoratori dichiarati in quarantena; a questo proposito è stato predisposto un protocollo operativo inviato alla Asl che permette ai lavoratori in quarantena (equiparati per legge a medici ed infermieri) di lavorare in spazi e secondo percorsi a loro riservati e di utilizzare le casette che verrebbero sanificate dopo ogni uso come locali adibiti al cambio degli abiti di lavoro (guanti, occhiali, mascherine, calzari).
Sono accorgimenti e misure che hanno consentito all’impianto di continuare a servire - senza soluzione di continuità - gli enti e le amministrazioni locali che vi fanno riferimento e di continuare ad operare anche in caso di quarantena del personale preposto. Il termovalorizzatore, nel quale sono in fase di completamento i lavori di potenziamento della seconda linea di combustione, attualmente smaltisce circa 8 mila tonnellate al mese.
«Nel settore della raccolta (30 comuni serviti), al fine di evitare assembramenti – continua Torelli -, abbiamo dislocato il personale nei vari comuni che serviamo con partenza dai centri di raccolta e non più dalla sede principale. Abbiamo dotato il personale adibito alla raccolta ed allo spazzamento di tutti i DPI necessari e dei detergenti per la sanificazione dei mezzi. Su richiesta delle amministrazioni comunali abbiamo provveduto alla sanificazione di strade marciapiedi con soluzioni di ipoclorito di sodio».