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Varese | 17 aprile 2020, 13:03

Aermacchi verso la bonifica dell’amianto, ieri il sopralluogo. Zanzi: «E’ una bellissima notizia. Poniamo fine al degrado»

Galimberti, Zanzi, Civati, tecnici del Comune e nuovi proprietari dell’ex Aermacchi si sono trovati ieri per definire i prossimi interventi di messa in sicurezza dell’area «tenendo conto della storicità di quello che è stato il più grande insediamento industriale di Varese»

Aermacchi verso la bonifica dell’amianto, ieri il sopralluogo. Zanzi: «E’ una bellissima notizia. Poniamo fine al degrado»

Gli incentivi alla demolizione mesi in campo dal Comune di Varese per porre fine al degrado di molte zone della città hanno dato i loro frutti. E dopo diversi interventi su fabbricati in stato di abbandono da decenni, anche per l’ex Aermacchi si prospetta una nuova vita.

Acquistata poco prima della fine dell’anno da una società immobiliare di Gallarate, la Italiana Diamanti, ieri c’è stato il primo sopralluogo per valutare gli interventi urgenti di messa in sicurezza dell’area. Cominciando proprio dalla bonifica dell’amianto che è ancora presente in grandi quantità sui tetti degli edifici dell’ex azienda di aeronautica. 

«E’ l’intervento che con più urgenza ci preme venga fatto – spiega il vice sindaco, Daniele Zanzi – E’ una vita che Varese aspetta questa bonifica, una spesa enorme che il Comune non avrebbe mai potuto sostenere ma che ora, grazie agli incentivi che abbiamo messo in campo, provvederà la nuova proprietà a sostenere». Compatibilmente con le misure restrittive a cui il Coronavirus ci ha costretti, la bonifica potrebbe essere ultimata prima della fine dell’estate

«Poi si procederà con gli altri lavori di messa in sicurezza, che comprendono anche numerose demolizioni degli edifici interni, senza però danneggiare quelli che riteniamo essere pregevoli pezzi di architettura industriale, come l’hangar di assemblamento degli areoplani, che è qualcosa di spettacolare».

Dopodiché la proprietà potrà presentare il suo progetto di piano integrato che, in base al Pgt, potrebbe comprendere strutture di servizi, attività commerciali di vicinato e spazi residenziali, «ma non centri commerciali o di grande distribuzione – precisa l’assessore all’Urbanistica Andrea Civati – Non abbiamo comunque ancora parlato di questo, ci siamo per ora concentrati sulla certificazione dei volumi che sono necessari per proseguire nell’iter di riqualificazione che comporta, in prima battuta, la demolizioni nelle aree più fatiscenti».

Valentina Fumagalli

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