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Storie | 08 aprile 2020, 12:02

L'infermiera Concetta ha vinto la lotta contro il Coronavirus: «All'ospedale di Varese mi sono sentita in famiglia»

Concetta Cascino, infermiera di Cremona appena dimessa dalla Pneumologia dell'Ospedale di Circolo, racconta il periodo trascorso nella struttura sanitaria: «Qui ho capito di essere stata fortunata»

L'infermiera Concetta ha vinto la lotta contro il Coronavirus: «All'ospedale di Varese mi sono sentita in famiglia»

«Mi raccomando, di più». Insiste la signora Concetta Cascino, appena dimessa dalla Pneumologia dell'Ospedale di Circolo di Varese, dove è rimasta ricoverata per più di tre settimane.  Chiede di sottolineare il più possibile che lei, infermiera siciliana da trent'anni residente a Cremona, in quel reparto, si è trovata benissimo, anzi di più.

E pensare che quando, il 13 marzo scorso, è stata male e, all'ospedale di Cremona, le hanno prospettato il trasferimento a Varese, le è caduto il mondo addosso: «Sei debole, spaventata e ti dicono che ti mandano in un'altra città. Poi, però, giunta a Varese, ho capito di essere stata fortunata - racconta Concetta - Voglio ringraziare tutto il personale, dal primario ai medici, agli infermieri, ai fisioterapisti, agli operatori socio sanitari e anche gli addetti alle pulizie, perché mi hanno fatto sentire in famiglia. Può sembrare un'espressione esagerata, ma io mi sono sentita così».

Concetta ricorda con un filo di commozione i giorni trascorsi nella sua camera di degenza, con l'ossigeno per aiutarla a respirare: «Noi pazienti con il Covid-19 restiamo chiusi nelle stanze, isolati. Ma io non ero sola: c'erano loro con me. Li riconoscevo dallo sguardo, nonostante la visiera si appannasse spesso per la condensa. Da infermiera posso dire di aver trovato l'assistenza che mi ha permesso di guarire, ma da paziente aggiungo che ho trovato anche molto di più: empatia, calore, compagnia. Mi hanno offerto la pizza, le brioche, la colomba! Hanno offerto ai pazienti, soprattutto a quelli più anziani o che erano senza telefonino, la possibilità di comunicare con una videochiamata con i propri cari. Sono piccoli gesti che, quando sei ricoverata, garantisco che fanno davvero la differenza: guarisci nello spirito prima ancora che nel corpo!».  Concetta è ora tornata a casa, a Cremona, ma ricorderà per sempre le anime belle che ha incontrato all'ospedale di Varese.

Redazione

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