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Varese | 05 aprile 2020, 12:45

Galimberti: «Perché i cittadini possano usare le mascherine per uscire, prima devono poterle avere...»

Il sindaco di Varese sull'obbligo imposto dalla Regione di uscire di casa coprendosi bocca e naso: «Chi è responsabile della sanità, a vari livelli, deve fornire le mascherine da utilizzare per proteggerci. I cittadini segnalano il prezzo esagerato dei pochi strumenti di protezione reperibili»

Galimberti: «Perché i cittadini possano usare le mascherine per uscire, prima devono poterle avere...»

Il sindaco di Varese, Davide Galimberti, parla ai cittadini sull'obbligo di usare le mascherine, o comunque un dispositivo per coprirsi il naso e la bocca come foulard o sciarpe, introdotto dalla Regione Lombardia e che sta generando parecchie domande da parte dei varesini e non solo.
«Le ordinanze non si discutono ma si mettono in pratica - dice il sindaco - chi è responsabile della sanità, a vari livelli, deve però fornire le mascherine e i dispositivi di protezione. Purtroppo invece dall'inizio dell'emergenza i comuni, i sanitari, le RSA e le RSD, sono stati lasciati soli nella ricerca dei dispositivi di protezione». «I cittadini - aggiunge anche Galimberti - mi stanno inoltre segnalando spesso il prezzo esagerato delle poche mascherine che si trovano in giro».

Ecco l'intervento del sindaco di Varese, Davide Galimberti.

Buongiorno a tutti e buona domenica delle palme.

Come sapete da oggi con la nuova ordinanza di Regione Lombardia sarà obbligatorio l'uso delle mascherine o comunque coprirsi il naso e la bocca con almeno un foulard o una sciarpa. Non entro nel merito della nuova misura inserita nell'ultima ordinanza della Regione. Da sindaco, responsabile di una comunità di oltre 80 mila abitanti, devo fidarmi dei vari livelli istituzionali e sanitari. Come ho sempre detto dal primo giorno di questa emergenza sanitaria globale #Covid19 le ordinanze non si discutono ma si mettono in pratica.

Qualcuno mi ha chiesto se l'obbligo di uscire con le mascherine supera il divieto di uscire di casa. Ovviamente non è così e bisogna stare in casa.

C'è però un punto importante da sottolineare: chi è responsabile della sanità, a vari livelli, deve fornire le mascherine e i dispositivi di protezione. In particolare ora che sono state rese obbligatorie con una ordinanza. Purtroppo invece dall'inizio dell'emergenza i comuni, i sanitari, le RSA e le RSD, sono stati lasciati soli nella ricerca dei dispositivi di protezione e stiamo facendo tutti una fatica incredibile a procurarne un numero sufficiente per i nostri cittadini, considerando che c'è da fornirli per prima cosa a chi è tutti i giorni impegnato in prima linea a fronteggiare il virus ed è maggiormente esposto al rischio contagio come il personale ospedaliero, la Protezione Civile e le RSA. Ogni giorno ricevo decine di vostri messaggi che chiedono dove poter recuperare le mascherine. Noi siamo riusciti a recuperarne oltre 30mila fino ad oggi, anche grazie alla generosità dei privati, e ovviamente abbiamo dovuto distribuirle a partire da chi è più esposto.

A questo aggiungo che i cittadini mi stanno segnalando spesso il prezzo esagerato delle poche mascherine che si trovano in giro. Anche su questo come comune stiamo facendo i nostri controlli ma non possiamo essere lasciati soli perché è evidente che la responsabilità di questo non è dei singoli commercianti locali ma della filiera da cui parte la vendita di questi dispositivi. Anche in questo dunque la Regione deve far sentire la sua voce e fornire a tutti i cittadini le mascherine.

Davide Galimberti

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