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Attualità | 31 marzo 2020, 15:01

Un bicchierino di alcol ai tempi del Coronavirus? Per gli svizzeri non è una cattiva idea

Il Corriere del Ticino affronta l'argomento riportando il parere di due esperti: «Un grappino, un whisky o un bicchierino di superalcolici, bevuto con attenzione e moderazione, non è un'idea balzana e può aumentare la profilassi»

Un bicchierino di alcol ai tempi del Coronavirus? Per gli svizzeri non è una cattiva idea

Un grappino o un whisky contro il Coronavirus? «Non è un'idea balzana»: il servizio del Corriere del Ticino, che riporta le dichiarazioni di alcuni esperti tedeschi e svizzeri, sta facendo il giro del web. 

Il quotidiano ticinese fondato nel 1891 inizia così il suo servizio riportato anche dal portale online: «Bere superalcolici, magari un grappino, per combattere il coronavirus? L’idea di per sé non è balzana, dice l’esperto, ma occorre comunque fare attenzione».

L'articolo del Corriere del Ticino prende spunto dalle dichiarazioni del virologo tedesco Jürgen Rissland, secondo cui i virus non amano l’alcol e quindi bere superalcolici come il whisky, in questo senso e con molta attenzione, certo non è una pessima idea («Più ad alta gradazione sono, meglio è»).

«Non è l'idea più stupida che si può avere» aggiunge l'immunologo svizzero Beda Stadler, interpellato dai cronisti di CH Media. 

Dopo aver notato come sia provato che l’alcol distrugge i virus ed è notoriamente usato come disinfettante naturale, lo stesso Stadler aggiunge ancora: «Quando si ha la tosse, i virus che si trovano nel muco e che vengono scaricati nell’esofago con l’alcol arrivano meno ai polmoni».
Insomma, con parsimonia e stando attenti a non esagerare, l'idea di un bicchierino ai tempi del Coronavirus sembrerebbe non sia condannabile. O almeno questo dicono gli esperti oltre confine.

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