- 12 marzo 2020, 21:06

VIDEO E FOTO. Deserto e silenzio in piazza Monte Grappa, corso Matteotti e nelle vie della movida: il cuore di Varese si è fermato per tornare a battere più forte

Ci siamo aggirati per le vie del centro all'ora dell'aperitivo: ecco il racconto in foto e video di una città fantasma. Le uniche presenze erano quelle delle pattuglie della polizia, il solo rumore quello delle campane di San Vittore e dei nostri passi

L'unico rumore è quello dei nostri passi, in particolare imboccando via Cattaneo, dove un silenzio e un deserto assoluti avvolgono la zona della movida varesina: durante la breve camminata del tardo pomeriggio nel cuore di Varese chiuso per Coronavirus non appare un'anima viva. Le uniche presenze sono quelle delle due pattuglie della polizia locale in piazza Monte Grappa, dove è stato istituito un posto di blocco per verificare che tutti si muovano solo per motivi di lavoro o reale necessità, e sembra che qui le regole siano seguite con puntualità svizzera

Si ferma un passante a chiedere se anche per muoversi a piedi serve l'autocertificazione indicante il motivo dello spostamento e la risposta degli agenti è cortese ma inequivocabile: «Sì». Più avanti incontriamo un uomo solitario a passeggio con il cane («Abito qui, sono sceso solo perché aveva necessità di fare un bisognino. Vediamo se ce la fa») mentre i cinque rintocchi delle campane di San Vittore rimbombano nel vuoto e rimbalzano più forti, l'eco delle cinque sembra scandire un coprifuoco invalicabile. 

Un'altra pattuglia della polizia di Stato perlustra Corso Matteotti, dove gli unici esercizi commerciali aperti sono tabaccheria, pescheria, gastronomia e farmacia, cioè quelli che garantiscono beni alimentari o di prima necessità: finiscono tutti con la stessa lettera, la "a" di adagio, abbraccio, avamposto. Ecco, loro sono l'avamposto - la sentinella - di tutti noi e di Varese, vegliano con accortezza sul cuore della città che all'apparenza ha smesso di battere, ma solo per farlo in un posto più sicuro. 

In piazza Carducci un paio di persone aspettano di entrare in farmacia, dove le mascherine e i gel disinfettanti sono esauriti, come scritto in evidenza sui cartelli affissi all'ingresso, e dove si avvisa di rispettare la distanza di almeno un metro e di evitare gli assembramenti anche se non ce ne sarebbe bisogno, visto che una calamita chiamata vuoto ha già attirato a sé persone e cose, lasciando sul posto le sagome dei locali e delle vie, sentinelle silenziose che aspettano pazienti di essere riempite. 

I tavolini ritirati, le serrande abbassate, i cancelli sbarrati, il portico immacolato e l'assenza anche del più impercettibile dei movimenti e dei rumori in via Cattaneo e via Cavallotti, l'emblema della Varese da bere, da vivere e da godere, è un'immagine forte, quasi implacabile, di una mancanza e di un'assenza. Ma anche dell'attesa e della consapevolezza di tutto ciò che non possiamo perdere e per cui vale la pena lottare.
 

Andrea Confalonieri