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Hockey | 08 marzo 2020, 04:24

FOTO E VIDEO. I Mastini ci regalano una semifinale dopo 24 anni e una grande speranza: tornare a giocarsi il titolo nel Palalbani pieno ad aprile

Una serata commovente e piena di tristezza: il Varese batte il Caldaro 3-1 e accede alla semifinale (non accadeva dal 1996), poi dedica un traguardo comunque storico a tutti i tifosi (oltre a 500 davanti alla diretta) e a chi lotta fuori dalla pista. Tutte le foto di Alessandro Galbiati e il video della partita

Tedesco segna a porta vuota il 3-1: il Varese è in semifinale dopo 24 anni (foto Alessandro Galbiati)

Tedesco segna a porta vuota il 3-1: il Varese è in semifinale dopo 24 anni (foto Alessandro Galbiati)

I Mastini sono in semifinale dopo 24 anni ma tutto l'orgoglio giallonero che siamo capaci di esprimere per questa meritatissima e storica conquista non basta a chiudere le porte del Palalbani, dove sembrava di sentire battere gli oltre 500 cuori che hanno assistito alla diretta video di VareseNoi e Radio Village, a ciò che avviene fuori da qui.

Feriti, isolati: non si può essere felici ma si può regalare agli altri una speranza, e la speranza è che il Palalbani possa tornare a riempirsi per la finale di aprile, sempre che il campionato si concluda e il Varese arrivi in fondo. Vorrebbe dire che, anche fuori da qui, il mondo ha ripreso a vivere e a correre come sempre.

Mastini e Caldaro non hanno mai smesso di farlo, per loro ma soprattutto per tutti: i campioni in carica altoatesini si sono fatti scucire il titolo di campioni in carica solo dopo aver dato tutto, ma alla fine hanno dovuto arrendersi, anche se il 3-1 di Tedesco a porta vuota è arrivato solo a 14 secondi dalla fine.

Il giro di pista finale e la corsa sotto la curva vuota come a salutare un pubblico che non c'era, ma in realtà c'era davanti alla diretta, rappresentano un saluto degno di uomini veri che pensano agli altri prima che a se stessi: al di là di come finirà, o non finirà, la stagione, è questo che ci porteremo dentro. Non un risultato ma un'emozione: in pochi vincono, ma ancora meno sanno regalare immagini indimenticabili come quelle di un gruppo che ringrazia un pubblico invisibile ma presente, laggiù nell'angolo più segreto del cuore giallonero

Nella scena che ci ha accolto prima del via del match era già tutto scritto: la pista completamente avvolta di bandiere giallonere, lo striscione di 24 anni fa con i nomi degli ultimi semidei della Shimano che trascinarono il Varese per l'ultima volta in semifinale (e poi anche in finale con il Bolzano) e poi ancora il tifo della curva, registrato chissà quando e chissà dove, sparato dagli altoparlanti prima del via e tutti i giocatori in panchina che picchiano sul plexiglass in risposta a quei cori sparati dagli altoparlanti.

Erano stati Piroso e Asinelli a suggellare una consacrazione a cui forse credevano in pochi, con un'azione fantastica a tutta pista a scardinare la resistenza di un indomabile Caldaro: il primo lanciava magicamente il secondo davanti alla porta per il rasoghiaccio del 2-1 giallonero. Ma il Varese era anche e soprattutto quello dell'azione quasi successiva di Ilic, quando il difensore di Da Rin s'immolava con il corpo evitando al disco del 2-2 di entrare in gabbia. Altruismo, generosità, sacrificio: ecco i Mastini. Poi arriverà anche il 3-1 a porta vuota di Tedesco ma il momento decisivo si era già consumato.

Nel secondo periodo era stato una capolavoro del capitano, Edoardo Raimondi, a rimettere le cose a posto e a piegare l'eroica resistenza del portiere ospite Morandell: scartato un avversario, il numero 91 giallonero arrivava davanti al muro altoatesino fulminandolo con rabbia, orgoglio e classe immensa. Bellissima rete che ricorda quelle di un anno fa, magnifiche e decisive. Diremmo un gol alla Franchini. Fin lì il Caldaro, stretto attorno a Morandell, aveva resistito splendidamente, colpendo con cinismo per l'1-0 con Felderer. Poi, però, si è dovuto arrendere a un finale già scritto.

Ps: "Largo, stringi, attenzione, ok, allargati pure, sono su di te, va bene così, perfetto": chiudiamo con il sottofondo della regia, con le parole di Teodoro Cavalluzzo che dava indicazioni al cameramen d'eccezione Gigi Galassi. Ti aspettiamo in finale, Teodoro.  

Varese-Caldaro 3-1 (0-1, 1-0, 2-0)
Reti: nel primo periodo 18'01" Felderer 0-1; nel secondo periodo 7'02" Raimondi (Odoni, Asinelli) 1-1; nel terzo periodo 7'01" Asinelli (Piroso, Raimondi) 2-1, 19'46" Tedesco.
Varese: Tura (Bertin); Re, Schina, Perna, M.Borghi, Tedesco; F.Borghi, Ilic. Asinelli, Piroso, Raimondi; Caranci, Cecere, Andreoni, M.Mazzacane, Odoni. Coach: Da Rin.
Arbitri: Fabio Lottaroli, Willy Vinicio Volcan (Matteo Oderda, Simone Vignolo)
Note - Tiri Va 45 Cal 36. Penalità Va 10' Cal 10'.

Quarti di finale playoff. Gara 3 - Formula Best-of-five (in semifinale chi vince tre gare) - Gare a porte chiuse

Varese-Caldaro 3-1 (serie: 3-0)
Merano-Alleghe 3-1 (serie: 2-1)
Pergine-Appiano 3-4 all'overtime (serie: 1-2)
Bressanone-Valpeagle 3-4 all'overtime (serie: 1-2)

Gara 4 - Martedì 10 marzo, 20.30
Alleghe-Merano, Appiano-Pergine, Valpeagle-Bressanone.

LA SERIE DEI MASTINI
Quarti GARA 1: Varese – Caldaro 6-1
Quarti GARA 2: Caldaro – Varese 2-5
Quarti GARA 3: Varese – Caldaro 3-1
Varese in semifinale.

Semifinali e finale al meglio delle 7 partite.

In semifinale il Varese incontrerà la vincete di Pergine-Appiano. Nell'altra semifinale Merano-Alleghe/Bressanone-Valpeagle.

Le date delle semifinali a Varese (a porte chiuse): sabato 14 marzo, gara 1 alle 18.30; giovedì 19, gara 3 alle ore 20; eventuale gara 5, martedì 24 alle ore 20; eventuale gara 7, sabato 28 alle ore 18.30.

Overtime: durano 5' e si giocano in 3 contro 3 più il portiere tranne che nell'eventuale gara decisiva di quarti, semifinale e finale quando durerà 20' in 5 contro 5 più il portiere.

Andrea Confalonieri


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