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Varese | 22 febbraio 2020, 15:31

Coronavirus, proposta shock dalla Lega dei Ticinesi: «Impedire l'accesso ai frontalieri per evitare il rischio contagio»

Lorenzo Quadri della Lega dei Ticinesi: «Chiudere le frontiere a 45mila dei 70mila lavoratori giornalieri che arrivano dall'Italia è la prima misura per evitare la pandemia in Ticino». Il deputato Galeazzi dell'UDC chiede invece di misurare la temperatura corporea alle frontiere

Coronavirus, proposta shock dalla Lega dei Ticinesi: «Impedire l'accesso ai frontalieri per evitare il rischio contagio»

Il deputato ticinese dell’UDC Tiziano Galeazzi e Lorenzo Quadri (Lega dei Ticinesi) hanno presentato una serie di interpellanze al Consiglio di Stato per capire come intendano gestire, e con che mezzi, l’emergenza sanitaria legata al diffondersi del Coronavirus in Italia e in particolare in Lombardia.

Galeazzi chiede se «vi sono i mezzi e personale per poter monitorare con apparecchi specialistici (temperatura corporea) gli utenti della strada che tutti i giorni entrano ed escono dai nostri confini». 

Molto più direttamente, il leghista Quadri propone invece la chiusura dei confini. «A seguito della libera circolazione delle persone, in Ticino giungono giornalmente quasi 70mila frontalieri lombardi e svariate migliaia di padroncini. Non è dato di sapere quanti provengano dalle aree colpite dal virus», spiega.

Secondo Quadri quindi, la misura numero uno, da applicare immediatamente, sarebbe quella di «impedire l’accesso al Ticino ai 45mila frontalieri che lavorano nel terziario, dato che nessuno di loro è indispensabile a chicchessia. Se invece di 70mila frontalieri ne entrano solo 25mila, è evidente che anche il rischio di pandemia in Ticino risulta notevolmente ridotto – dice - Chiudiamo le frontiere causa pericolo contagio».

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