Cambierà nome una delle vie principali di Cocquio Trevisago, oggi intitolata al generale Pietro Maletti, dove si affaccia peraltro anche la parrocchia del paese.
La decisione che verrà ufficializzata nel corso del consiglio comunale in programma lunedì 10 febbraio è stata anticipata dal sindaco Danilo Centrella.
«Cancelleremo l’intitolazione a Pietro Maletti della strada della nostra parrocchia che verrà intitolata alle vittime della strage di cui il generale fu responsabile, in segno di rispetto a tutta la comunità cristiana, di ogni chiesa, in ogni parte del mondo» spiega il primo cittadino, il quale rammenta le “gesta” di Maletti.
Nel 1937 ebbe luogo in Etiopia il più grave eccidio di cristiani nel continente africano; nel villaggio monastico di Debre Libanos furono uccisi più di duemila tra monaci e pellegrini, ritenuti conniventi con l’attentato subito qualche mese prima dal viceré Rodolfo Graziani.
«Fu un massacro pianificato per procurare il numero massimo di vittime – ricorda Centrella – un’azione repressiva per reprimere la resistenza e il cuore della tradizione cristiana, cui seguirano il trafugamento di beni sacri e deportazioni in campi di concentramento. I responsabili di quel massacro non furono mai processati ma il generale Pietro Maletti, medaglia d’oro al valor militare, fu l’artefice materiale degli ordini impartiti da Graziani».
Cocquio Trevisago non vuole più celebrare una delle pagine più buie della storia italiana; la via della chiesa fu intitolata a Maletti nel 1940.
«Il mio paese non dimentica il tragico evento che la comunità cristiana e la chiesa ortodossa hanno subito nel 1937 e vuole dimenticare di celebrare il generale Maletti in ogni sua forma – conclude Centrella – il simbolo di Cocquio Trevisago sono le numerose associazioni di volontariato ed aggregative presenti, indice di libertà di pensiero come diritto di ogni essere umano; il nostro paese contra più di venti associazioni, da quelle religiose e quelle ricreative, da quelle musicali a quelle sportive. Ritengo l’associazionismo ed il libero arbitrio di ogni essere umano la base morale per la tolleranza del prossimo e su questo principio mi rivolgo ai cittadini per un supporto morale su un’importante azione che il nostro Comune sta intraprendendo e il cui principio risale a più di 80 anni fa».